Ticino e Grigioni

Dieci liste per il Governo

Per il Parlamento tredici compagini in lizza con 626 candidati. Spunta La Noce

  • 09.02.2015, 19:37
  • 4 maggio, 14:07
La data odierna segna, simbolicamente, l'avvio della campagna elettorale

La data odierna segna, simbolicamente, l'avvio della campagna elettorale

  • ©Ti-Press

Dieci liste per il Consiglio di Stato e tredici per il Gran Consiglio, per un totale di 668 candidati. Sono questi i numeri essenziali che fotografano la competizione elettorale del prossimo 19 aprile in Ticino.

Le liste sono in aumento: quattro anni fa quelle per il Governo erano 8, quest'anno sono dieci. Logico quindi che anche il numero dei candidati sia maggiore: 42, rispetto ai 36 del 2011. Le donne in corsa per il Consiglio di Stato sono 9, pari al 21%. Tra le liste che presentano 5 nomi, solo una è tutta al maschile, quella della Destra, la coalizione che ruota attorno all' UDC.

Per il Gran Consiglio, si presentano in totale 626 candidati, suddivisi in 13 liste. Un quarto circa, sono donne. Nel 2011, c'erano meno liste (10) ma più candidati, 692. La sorpresa è rappresentata dalla lista denominata "La Noce" (non il Noce bellinzonese) che presenta un solo candidato.

Tra i 6 partitini non presenti in Parlamento, 5 sono nuovi mentre il quinto "Montagna viva" di Germano Mattei, si era già affacciato sulla scena politica nel 2011. Sono invece alla prima campagna elettorale i Verdi liberali, che tentano di far breccia anche a sud delle Alpi, la neo nata Lega Sud, la stessa Noce e due formazioni che corrono solo per il Parlamento: il Fronte degli Indignati dell'ex leghista Donatello Poggi ed il Partito operaio e popolare, che non ha voluto coalizzarsi con le due altre formazioni della sinistra radicale, MPS e Comunisti.

Sul piano politico va infine sottolineato soprattutto il fatto che l'UDC, contrariamente alle elezioni 2011, presenta questa volta una lista anche per il Consiglio di Stato, in coalizione - e sotto la denominazione La Destra - con Unione democratica federale e Area Liberale. Una situazione, che potrebbe costare qualche voto alla Lega dei ticinesi, impegnata a difendere il secondo seggio in governo conquistato 4 anni fa ai danni dei liberali radicali.

CSI/redMM

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