I quotidiani ticinesi commentano differentemente lo sblocco dei ristorni dei frontalieri e la ripresa del dialogo tra Berna e Roma sulle vertenze aperte.
Matteo Caratti titola su laRegioneTicino il suo editoriale " Buon per noi". “La posta in gioco più alta, pensando in particolare al Ticino, afferma il direttore, riguarda la la regolamentazione dei capitali italiani depositati nella nostra piazza finanziaria. Qui sì che ci sono in ballo miliardi e tanti pregiati posti di lavoro”.
“Ma la strada è tutta in salita”, ammonisce Marco Bernasconi dalla prima pagina del Giornale del Popolo . “La parte più semplice è costituita dalla concessione all'Italia dello scambio di informazioni stabilito dall'articolo 26 del modello OCSE già riconosciuto a una sessantina di altri stati tra cui Germania e Gran Bretagna. Ben più difficile sarà il raggiungimento di un accordo sul modello Rubik”.
Per Lino Terlizzi, sul Corriere del Ticino , “una via da seguire, sempre che si riuscirà a procedere sulla via dell'imposta liberatoria anche con Roma, potrebbe essere quella di distinguere marcatamente tra i capitali depositati solo di recente, ai quali si applicherebbe un'aliquota più alta, e quelli depositati in Svizzera da lungo tempo, con un'aliquota più bassa”.






