“Si è parlato di un test: è stato anche detto chiaramente che la città doveva essere d’accordo”. Sono queste le parole del sindaco di Lugano, Marco Borradori, ai microfoni della RSI, in merito al progetto del Consiglio federale di introdurre il cosiddetto mobility princing: tasse al chilometro e per l’entrata con il veicolo privato nei centri urbani, nonché prezzi differenziati per i trasporti pubblici a dipendenza dell’ora in cui si viaggia.
Il Ticino ha già dato la sua disponibilità nel partecipare al progetto pilota e, proprio poiché sarebbero le città ad essere maggiormente toccate, Lugano verrà inevitabilmente coinvolta.
Per il momento è difficile esprimersi nel merito del progetto, aggiunge però Borradori: “Bisognerebbe sentire qualcosa di più. Ma un’entrata in materia ci può stare”, ponendo determinati paletti che anche il ministro del territorio, Claudio Zali, ha individuato (Vd. correlato).
Un altro importante agglomerato urbano che potrebbe essere preso in considerazione è quello di Bellinzona. Qui, il sindaco Mario Branda ha però qualche dubbio sull’efficacia di simili provvedimenti: “Si tratterebbe innanzitutto di capire di cosa si tratta. Sono idee già implementate in alcune grandi città, come Londra o Milano, ma anche Zurigo, ma per ora ho qualche dubbio sulla possibilità di applicare questi dazi e tariffe differenziate in una realtà come quella ticinese”.
CSI/ludoC
RG 07.00 del 01.07.2016: il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 01.07.2016, 01:44
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