Soldi in sospeso. Nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Ivan Giovanettina, il 41enne di Peccia ucciso esattamente sei mesi fa a pochi isolati dalla sua casa a Brooklyn, il Dipartimento di polizia di New York (NYPD) vuole far luce su una somma di denaro a quattro zeri prestata dalla vittima e dai suoi familiari a un ex socio in affari. Importo utilizzato per gestire un bar, il Blu York, e che il destinatario non restituiva. Un sospeso che aveva già alimentato dissapori. L’ex socio di Giovanettina, un afroamericano, è stato interrogato dai detective. Finora tuttavia non è indagato e ha un alibi.
Si ipotizza che l’assassinio dello scorso 10 gennaio sia stato premeditato. Lo fanno pensare il fatto che Giovanettina è stato freddato con dei colpi partiti da sotto la giacca, che il ticinese è uscito di casa senza denaro, lasciando accese luci, computer e sigaretta. Vi sono poi dei filmati di diverse telecamere che mostrano due afroamericani seguire il ticinese (vedi video, sulla loro testa c’è una taglia di 12 mila dollari). Le poche dritte giunte a Crimestoppers, l’agenzia che raccoglie segnalazioni, hanno condotto fino in New Jersey, ma sempre su piste sbagliate.
Gli amici a New York non si lasciano scoraggiare. Ce lo conferma il coinquilino del ticinese, Alex O’Che Wilson: “Ivan non c’è più e nulla può riportarlo in vita. Preghiamo per far sì che i responsabili paghino per quanto fatto” ci spiega ricordandoci però che a New York le morti violente sono all’ordine del giorno e che la polizia sembra avere altre priorità. Forse perché, sottolinea un’amica, i parenti abitano lontano. I familiari non si danno per vinti. “Il nostro sentimento è un misto di rabbia e determinazione” ci confida la mamma della vittima, Armida Macullo, incontrata a Rossa (vedi audio) .
Da.Pa.
Gallery audio - Dubbi sull'ex socio in affari
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La madre di Ivan Giovanettina.m4a
RSI Info 10.07.2013, 11:00
"Non ci arrendiamo"
RSI Info 10.07.2013, 11:00






