Ticino e Grigioni

EOC, la diagnostica riunita sotto un unico cappello

Dal 1° gennaio è in funzione il nuovo Istituto di diagnostica integrata che vuole approfittare dell’evoluzione tecnologica e semplificare i referti medici

  • Oggi, 17:17
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L' Istituto di diagnostica integrata

Il Quotidiano 07.01.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Daniele Coroneo/dielle 

Ogni anno sono quattro milioni gli esami svolti nelle sedi Ente ospedaliero cantonale (EOC). Dal primo gennaio i servizi che li eseguono sono riuniti in un unico istituto, quello di diagnostica integrata. Una concentrazione che dovrebbe permettere diagnosi più precise.

“Attualmente per ogni paziente abbiamo diversi referti che si trovano in posizioni differenti all’interno della cartella - spiega ai microfoni del Quotidiano il direttore medico scientifico del nuovo istituto Filippo del Grande -. L’idea è quindi quella di avere fisicamente un unico documento che possa pure essere interpretato in modo integrato. In futuro poi, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, potremo selezionare i valori e le situazioni più critiche”.

Un unico referto per paziente, quindi, e in maniera sistematica. È per questo che le cliniche di radiologia, medicina nucleare, patologia e medicina di laboratorio si sono riunite nell’Istituto di diagnostica integrata della Svizzera italiana. Con l’unione si vuole anche e soprattutto rispondere agli sviluppi tecnologici.

“Negli ultimi anni, proprio per recepire queste nuove tecnologie, abbiamo iniziato a sviluppare delle figure di professionisti che hanno anche forti competenze nell’ambito digitale e informatico - spiega da parte sua il direttore dell’istituto Luca Merlini -. Sono quindi delle figure ‘ponte’ tra la pratica quotidiana e tutto quello che riguarda il mondo digitale”.

Figure mediche, ma anche tecniche insomma. Saranno loro a selezionare strumenti e applicazioni informatiche per le diagnosi. Questi sistemi saranno acquistati e gestiti in comune tra gli ospedali, con risparmi possibili. Per il momento, infatti, l’Istituto di diagnostica rimane suddiviso nelle diverse sedi dell’EOC.

“Abbiamo l’ambizione e il desiderio a medio termine – si parla di 5-10 anni – di costruire un contenitore nel quale far confluire tutti i colleghi, che sono circa 600, per lavorare insieme”, aggiunge Merlini.

Per ora, però, l’Istituto sarà impegnato a realizzare queste diagnosi meglio integrate, partendo da oncologia, cardiologia e neurologia.

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