Il crack è tornato in molte città svizzere, ma questa volta la risposta rischia di arrivare troppo tardi. Da circa quattro anni, numerosi centri urbani si confrontano con quella che il “Panorama svizzero delle dipendenze 2026*”, pubblicato oggi da Dipendenze Svizzera, definisce apertamente una “crisi del crack”: un fenomeno complesso che intreccia droga, marginalità sociale e salute pubblica, e che si manifesta in modo sempre più visibile nello spazio urbano.

Allarme crack
Falò 08.10.2024, 20:45
Alla base della crisi, si legge nella ricerca, vi è una disponibilità eccezionalmente elevata di cocaina. L’Europa, infatti, è diventata il principale mercato di riferimento per le associazioni criminali che trafficano polvere bianca e vive da oltre un decennio una fase di compravendita senza precedenti, caratterizzata da prezzi bassi e da una purezza molto elevata delle sostanze. La Svizzera subisce pienamente gli effetti di questa contingenza. La diffusione del crack, forma fumabile della cocaina, ha accentuato i problemi: l’uso è associato a un potenziale di dipendenza elevato e a un rapido deterioramento delle condizioni di vita delle persone coinvolte.
I dati disponibili indicano una crescita lenta ma costante del consumo di cocaina negli ultimi vent’anni. Secondo le indagini rappresentative citate da Dipendenze Svizzera, circa l’1% della popolazione adulta ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Tuttavia, il documento sottolinea che queste cifre sottostimano la realtà, come mostrano le analisi delle acque reflue, che collocano le città svizzere tra quelle con i livelli di consumo più elevati in Europa. Il rapporto segnala inoltre che, nonostante la convergenza degli indicatori verso un peggioramento della situazione, mancano ancora dati sufficientemente precisi per misurare con esattezza l’ampiezza e l’evoluzione del fenomeno a livello nazionale. Gli indicatori sanitari rafforzano questo quadro: le richieste di trattamento e i ricoveri ospedalieri legati alla cocaina sono più che raddoppiati nell’ultimo decennio, e negli spazi di consumo supervisionati cresce la quota di persone che consumano crack.

Onda bianca. La cocaina travolge l’Europa
Falò 08.10.2024, 21:10
Una crisi anche sociale
La crisi non è solo sanitaria, ma anche sociale. Il rapporto descrive una progressiva degradazione delle condizioni sociali e sanitarie delle persone che consumano droghe e l’emergere di nuovi gruppi in situazione di marginalità, spesso concentrati negli spazi pubblici urbani. Anche i decessi legati alla droga, storicamente associati soprattutto all’eroina, sono oggi probabilmente influenzati dalla diffusione della cocaina e del crack.
Di fronte a questa situazione, alcune città e alcuni cantoni hanno reagito in modo pragmatico, introducendo nuove misure: apertura o ampliamento di spazi di consumo supervisionati, talvolta con sezioni dedicate al crack; interventi di prossimità con équipe sociali e sanitarie; e, in alcuni contesti, discussioni o progetti pilota di prescrizione medica di stimolanti. Queste iniziative non riguardano solo i grandi centri urbani, ma anche città di dimensioni medie.
Il documento evidenzia però un forte squilibrio: il sostegno della Confederazione resta limitato. Mancano un’analisi nazionale approfondita, un coordinamento strutturato e risorse finanziarie adeguate. Al di là di una tavola rotonda annuale promossa dall’Ufficio federale della sanità pubblica, Dipendenze Svizzera rileva l’assenza di un reale supporto finanziario e logistico ai progetti locali e di un coordinamento nazionale all’altezza delle difficoltà affrontate da città e cantoni. La storica politica svizzera dei “quattro pilastri” – ovvero: prevenzione, trattamento, regolazione e anche riduzione del danno – aveva fatto scuola negli anni ’90, ma appare oggi indebolita e frammentata.
Nel frattempo, incombe un’ulteriore minaccia: quella degli oppioidi sintetici come l’ormai famigerato “Fentanyl”, responsabile di crisi sanitarie devastanti in Nord America. In Svizzera non si osserva ancora una diffusione significativa, ma gli esperti di Dipendenze Svizzera invitano alla vigilanza e alla preparazione.
La crisi del crack, conclude implicitamente il rapporto, è già qui. Ignorarla o affrontarla senza una strategia nazionale significa rischiare di perdere il controllo, lasciando che i costi umani e sociali continuino a crescere.
*Il panorama svizzero delle dipendenze 2026: quali sono le ultime tendenze nel consumo di alcol, tabacco, droghe illegali e farmaci psicoattivi? Quali problemi emergono dall’uso dei media digitali o dai giochi in denaro? Il panorama delle dipendenze, pubblicato annualmente, risponde a queste e ad altre domande, fornisce fatti e cifre, stabilisce dei legami e formula raccomandazioni sulle misure politiche da adottare.









