Ticino e Grigioni

Blocco dei ristorni: “La Confederazione non può dar la colpa al Cantone”

Fulvio Pelli critica Berna: il Ticino paga i ristorni per un accordo internazionale che non ha mai negoziato né condiviso fino in fondo - Il federalismo svizzero è sotto pressione

  • 51 minuti fa
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SEIDISERA del 05.07.2026, il servizio di Michele Trefogli

RSI Info 05.07.2026, 18:42

  • © Ti-Press / Francesca Agosta
Di: SEIDISERA-Michele Trefogli/DC 

Martedì il Consiglio di Stato ha deciso di congelare 50 milioni di franchi di ristorni dei frontalieri destinati all’Italia, scegliendo così di non cedere alle pressioni della consigliera federale Karin Keller-Sutter che, invece, chiedeva al Ticino un passo indietro. Bellinzona e Berna sono perciò ai ferri corti: perché si è arrivati a tanto? A SEIDISERA è stata chiesta un’opinione a una figura che conosce la politica cantonale e federale ai massimi livelli: l’ex presidente del PLR svizzero ed ex consigliere nazionale Fulvio Pelli

“Forse ci vorrebbe un ombudsman, come si dice, perché ogni tanto i politici, anche di Governo, si irrigidiscono”, esordisce. “E quando sono di mezzo le istituzioni bisogna stare un pochettino attenti perché ci sono dei poteri che sfuggono, e in questo caso un Governo unanime che protesta. Perciò sarebbe meglio cercare di affrontare e risolvere prima i problemi”.

Se oggi il Governo ticinese, peraltro all’unanimità forza la mano denunciando irregolarità da parte di Roma, non è per giochi preelettorali o partitici, la mossa va intesa altrimenti. “La Confederazione non può dar la colpa al Cantone”, afferma Pelli, “la Confederazione deve rispondere lei - cosa che non fa in questo settore - per gli accordi che ha preso”.

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Blocco dei ristorni: le reazioni

Il Quotidiano 30.06.2026, 19:00

I Cantoni sono stati esclusi dalle trattative

Accordi fiscali, per cui i lavoratori frontalieri sono tassati solo in Ticino e non in Italia. È così dal 1974, con una revisione attuata una decina di anni fa. A trattare furono sempre e solo Berna e Roma, coi Cantoni esclusi dalle discussioni. Ed è questo per Fulvio Pelli il punto debole. “Io penso che sia uno dei pochi strumenti di cui dispone il Consiglio di Stato per muoversi in un modo che non è condiviso da Berna. Noi ci troviamo di fronte a un accordo internazionale per il quale è competente Berna, ma con delle conseguenze solo su alcuni Cantoni, quelli che confinano con l’Italia. Il Ticino deve pagare dei ristorni per un accordo fatto da Berna che il Ticino forse non condivideva fino in fondo”, osserva l’ex consigliere nazionale.

È più un problema istituzionale che un problema politico. Mette sotto pressione il sistema. E il Cantone cosa poteva fare d’altro? Praticamente nulla, perché l’unico strumento che ha in mano è pagare o non pagare.

Fulvio Pelli

Lo Stato federalista dovrebbe insomma ripensare i meccanismi quando tratta con Stati stranieri, sui temi che potrebbero avere conseguenze sulla politica locale. “È più un problema istituzionale che un problema politico. Mette sotto pressione il sistema. E il Cantone cosa poteva fare d’altro? Praticamente nulla, perché l’unico strumento che ha in mano è pagare o non pagare”.

E difatti il Consiglio di Stato ha deciso che non verserà parte dei ristorni all’Italia se essa, o meglio la Lombardia, imporrà un contributo sulla salute ai frontalieri attivi prima del 2023, anno della revisione dell’accordo. Checché ne dica Berna, secondo il Ticino è un’imposta e in quanto tale vìola l’accordo siglato dalle due nazioni.

“Sono stati coinvolti a sufficienza questi Cantoni nella preparazione? Si è dato retta? Che reazioni bisogna avere? Perché la Confederazione non è disponibile a discutere anche con i Cantoni? Questi sono i veri quesiti”, spiega Fulvio Pelli, “e qui si crea un conflitto tra Consiglio federale e Consiglio di Stato e non sarà facile risolverlo”.

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Il Ticino "congela" i ristorni, Keller-Sutter si rammarica

Telegiornale 30.06.2026, 20:00

Bisognava pensarci prima, insomma: le premesse per una soluzione non sembrano date. “Quando il conflitto emerge si dovrebbe discutere prima di dire di no. Mi sembra che la capa del Dipartimento delle finanze in questi ultimi tempi dica sempre di no e quindi il Cantone s’arrabbia”. Una chiusa che potrebbe anche sorprendere qualcuno, dato che la capa del Dipartimento delle finanze è, appunto, Karin Keller-Sutter, esponente di quel partito nazionale che Pelli diresse per sette anni.

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