“Sì, al Mouline Rouge di Pazzallo sono stato più volte. Conosco sia il gestore, sia alcuni dei cinque italiani arrestati con lui alla fine di febbraio. Io, però, con questa vicenda non c’entro proprio nulla.” È questa, in sintesi, la versione fornita dal 49enne italiano, sospettato d’aver funto da intermediario tra il quintetto e il basista nel mancato colpo al centro logistico della Posta di Noranco.
L’uomo, titolare di una palestra del Comasco, è stato sentito dal procuratore pubblico Moreno Capella. Un verbale effettuato oltre confine, nella sede dei Carabinieri di Rebbio, e durato tutto il pomeriggio.
Il 49enne – ricordiamo - era stato chiamato in causa dal gestore del postribolo; il ticinese di 39 anni che proprio a Pazzallo aveva alloggiato i cinque nei giorni precedenti l’arresto. Accuse che lui, come detto, ha respinto con fermezza.
Francesco Lepori









