Ticino e Grigioni

Fiducia dei consumatori altalenante nel 2025

I dazi imposti dagli Stati Uniti hanno creato disagio tra le persone - Miglioramento registrato nel terzo quadrimestre

  • Un'ora fa
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Consumatori cauti, ma fiduciosi

Il Quotidiano 13.01.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Paolo Bobbià / M.Mar. 

I dazi di Trump hanno fatto paura non soltanto alle imprese che esportano, ma anche ai consumatori svizzeri e ticinesi, la cui fiducia, è cambiata sensibilmente nel 2025. È quanto emerge dai dati dell’omonimo indice.

“Per quanto riguarda la fiducia dei consumatori finiamo esattamente sugli stessi livelli dell’anno scorso”, spiega al Quotidiano Eric Stephani, collaboratore scientifico dell’Ufficio di statistica ticinese, “ma la struttura di questo indice è cambiata”.

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  • RSI via SECO

L’indice del clima di fiducia dei consumatori si basa su quattro sottoindici: situazione finanziaria negli ultimi mesi, situazione economica nei prossimi mesi, situazione finanziaria nei prossimi mesi, momento favorevole per grandi acquisti. Come spiegato da Stephani, nel 2025 gli indici relativi alla situazione presente e a quella degli ultimi mesi sono leggermente migliorati, mentre sono calati quelli concernenti a come le persone immaginano i prossimi mesi e come raffigurano la propria situazione finanziaria.

I dati hanno quindi fatto emergere un andamento in positivo nei mesi scorsi, meglio di quanto ci si aspettava, ma le prospettive non sono delle migliori. A influenzare l’andamento di questo indice possono esserci, infatti, molteplici fattori. Lo scorso anno l’elemento che ha influenzato maggiormente la fiducia dei consumatori sono stati i dazi imposti da parte degli Stati Uniti. “Sembrava che la situazione economica potesse cambiare drasticamente”, osserva Stephani, “cosa che poi non è avvenuta, però questo ha preoccupato i consumatori”.

Dopo annunci, conferme e trattative è passata la tempesta e il clima è migliorato. Di questo se ne sono resi conto anche i commercianti al dettaglio. La loro fiducia “nel corso dell’anno stava migliorando, probabilmente perché il clima generale stava migliorando”, poi “il mese di dicembre è stato un po’ sottotono”. Inoltre, sembra che “il settore stia passando sempre di più a dei contratti a tempo parziale piuttosto che quelli a tempo pieno”, perciò, “si capisce che i commercianti fanno fatica a prendere le giuste misure su questa situazione congiunturale”. Fatto che potrebbe avere ripercussioni anche sui primi mesi del 2026.

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