Ticino e Grigioni

Frontaliere nei Grigioni? “No, guadagno meglio a Milano”

Le conseguenze dell’accordo fiscale tra Svizzera e Italia sull’imposizione dei nuovi lavoratori da oltreconfine preoccupano i datori di lavoro - Ma non tutti i settori economici sono colpiti allo stesso modo

  • 50 minuti fa
  • 43 minuti fa
Il santo (soldi) non sembra più per tutti valere la candela (viaggio)
07:14

Grigioni sera del 09.07.26, il servizio di Stefano Barbusca

RSI Info 08.07.2026, 20:40

  • Keystone
Di: Grigioni sera - Stefano Barbusca / Spi 

Fare il frontaliere nei Grigioni non è più finanziariamente così allettante. “Qualche mese fa, per la prima volta nei quattro anni che sono in Repower, un ragazzo valtellinese ha rifiutato la nostra offerta perché pagavamo meno di un lavoro equivalente a Milano”, racconta ai microfoni di Grigioni Sera Dario Castagnoli, membro di direzione del gruppo energetico svizzero con sede a Poschiavo. “L’aspetto fiscale - continua - ha peggiorato notevolmente la condizione dei frontalieri e per noi questo è chiaramente un problema”.

A poco meno di tre anni dall’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale tra la Svizzera e l’Italia sull’imposizione dei frontalieri, le conseguenze dell’intesa si possono osservare anche in Val Poschiavo. Nei Grigioni, dal 2002 al 2024 c’è stata una costante crescita del numero di frontalieri, poi è iniziata una fase di rallentamento con l’aumento di soli 200 permessi G in due anni. Nel primo trimestre 2026 nel Canton Grigioni lavoravano oltre 10’200 frontalieri, un buon 90% dei quali domiciliato in Italia.

A seconda del settore di impiego la situazione appare differente. Nella sanità, ad esempio, la differenza tra i salari in Italia e in Svizzera può rendere ancora attrattivi i posti di lavoro nei Grigioni, come spiega Maurizio Michael, presidente del Centro sanitario Bregaglia. “Nel nostro caso, essendo molto vicini al confine, il problema si pone in modo molto minore. Se l’impegno legato al viaggio e al posto di lavoro aumenta, con le distanze, per i nuovi frontalieri ci saranno una serie di altre opportunità che verranno da loro considerate”.

Nell’edilizia l’Engadina resta ambita dai lavoratori lombardi, soprattutto dai vecchi frontalieri, come osserva il presidente della Società Impresari costruttori dei Grigioni, Maurizio Pirola: “Un motivo è perché i salari sono un bel po’ più alti che negli altri settori”. Ma gli effetti del nuovo accordo fiscale si intravedono anche nelle costruzioni. “Abbiamo - conferma - un po’ più di problemi coi nuovi frontalieri, quelli sono diminuiti, come pure il numero di domande che fanno per essere assunti”.


Si tratta di un trend che suscita preoccupazione per il futuro: “È un problema che si avrà fra un paio d’anni”, nota Pirola. “Quando i vecchi frontalieri andranno in pensione, ci mancherà la gente nuova”.

Reclutare personale era impresa invece ben più ardua 4 o 5 anni fa, dopo la pandemia, sostiene Claudio Dietrich, titolare dello storico Hotel Waldhaus di Sils-Maria. “Per un paio di anni la situazione è stata difficile, ma ora si è calmata un po’. Non è che sia diventato facile, ma riceviamo più candidature”. L’aspetto più spiacevole, sostiene l’albergatore, è l’incertezza sull’ammontare delle imposte che i nuovi frontalieri devono versare in Italia. “È la cosa che ci dà il più fastidio. Come datore di lavoro mi piacerebbe poter dire ai miei dipendenti con quanti soldi vanno a casa alla fine mese”.

Proprio il settore del turismo, secondo il direttore del dipartimento dell’Economia pubblica, Marcus Caduff è quello più esposto al rischio di carenza di frontalieri. “La differenza dei salari mi sembra stia diventando sempre più piccola e non so se saranno disposti a un viaggio di due ore se diventasse ancora minore”.

Quali sono i possibili rimedi? Chiudiamo con chi ha preso la parola per primo, il manager di Repower, Dario Castagnoli. “Chiaramente alla fine il mercato è quello della domanda e dell’offerta. Se vediamo che effettivamente i nostri salari non sono competitivi per certi profili, non avremo altra scelta che aumentarli”.
lie

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare