"Amavano l’atteggiamento da gangster". A sostenerlo in aula è il responsabile della sicurezza delle discoteca dove è avvenuta il 5 ottobre scorso la rissa, di cui il filmato è stato proiettato in aula, dalla quale tre giorni dopo sarebbe scaturita l’uccisone di un 35enne portoghese, freddato da tre colpi di pistola sotto casa sua, in Via Odescalchi a Chiasso.
Quella sera tre imputati avevano avuto una discussione sull'occupazione dei divani, poi sfociata nelle botte con un gruppo di albanesi amici della vittima. Il 37enne rumeno alla sbarra era pure presente, ma per conto suo. Il quinto accusato - il 28enne svizzero di origine ucraina - era invece arrivato a fatti avvenuti, mentre la vittima non c’era.
Il 35enne portoghese era però stato coinvolto tramite una telefonata e avrebbe voluto intervenire la sera stessa, pistola alla mano, ma ere stato letteralmente chiuso in casa dalla moglie, preoccupata per la deriva che stava prendendo la sua vita.
Nel corso del pomeriggio il dibattimento dovrebbe concentrarsi sull'uccisione del lusitano.
Ludovico Camposampiero





