Bloccare i contributi di coesione agli Stati dell’Unione Europea, membri dello spazio Schengen, in difficoltà di fronte alla pressione migratoria significherebbe violare i patti e rischierebbe di provocare ritorsioni sulla Svizzera. È quanto ha risposto oggi lunedì il Consiglio federale a un'interpellanza di Lorenzo Quadri, che chiedeva se non fosse il caso sanzionare quei paesi che “fungono da corridoi per gli immigrati clandestini diretti in Europa occidentale”.
Il consigliere nazionale leghista, inoltre, proponeva di seguire l’esempio dell’Ungheria, che per tutelare i propri confini e quelli Schengen dall’afflusso di migranti ha adottato provvedimenti incisivi, come la costruzione di una barriera di quasi quattro metri di altezza.
Per l’Esecutivo tuttavia i progetti di cooperazione sono finalizzati anche al miglioramento della sicurezza nei paesi partner e quindi un “blocco dei pagamenti è inopportuno e andrebbe soprattutto a scapito dei responsabili locali dei progetti e della popolazione, in particolare nelle regioni più svantaggiate”.
ATS/ludoC






