La crisi del nucleare non sembra rilanciare l'industria fotovoltaica. Essa sta infatti attraversando un periodo di crisi che non risparmia Meyer Burger. Il gruppo di Baar (ZG), specialista nelle tecnologie fotovoltaiche, intende sopprimere circa 450 posti di lavoro.
La ditta, che negli scorsi anni si era fortemente sviluppata arrivando ad avere in organico, a fine dicembre 2011, oltre 3'000 collaboratori, taglierà così il 15% degli effettivi. Non è ancora ben chiaro dove e in che misura questi impieghi saranno soppressi. La ristrutturazione toccherà soprattutto la tedesca Roth & Rau rilevata lo scorso agosto. Circa 200 posti su 1'350 saranno cancellati. La produzione non sarà toccata dalla misura; i settori vendita e servizi saranno invece integrati in quelli della casa madre.
Tagli a Thun
Anche la Svizzera è toccata: a Thun una cinquantina di impieghi dovrebbero venire soppressi. I 17 siti presenti nella regione saranno concentrati in un solo stabile attualmente in costruzione. Qui sarà inoltre trasferita, da Baar, la sede della società. I tagli non riguardano invece gli stabilimenti di Neuchâtel e Lyss (BE). La società aveva introdotto i questi siti la disoccupazione parziale e aveva licenziato il personale interinale. Con queste misure la direzione conta di risparmiare tra 20 e 30 milioni di franchi.
I motivi della crisi
Quali sono i motivi delle difficoltà per la Meyer Burger? Se il mercato europeo e asiatico è andato bene, quello americano attraversa un momento difficile. D'altra parte la "guerra dei prezzi" fra i gruppi operanti in questo settore determina minori margini di guadagno. Sui conti pesa inoltre l’acquisto della tedesca Roth & Rau. Ammortamenti e svalutazioni sono ammontati nel 2011 a 161,7 milioni di franchi. L'utile netto del gruppo è così crollato del 63% a 35,83 milioni di franchi.




