Il sondaggio su statuti e organizzazione interna promosso dal PPD fra simpatizzanti e aderenti dopo le elezioni di aprile non ha fatto emergere una volontà di cambiare il nome del partito. La denominazione "popolare-democratico" dovrebbe quindi essere confermata, anche se la dirigenza si soffermerà sulla questione, ha preannunciato il coordinatore ad interim Filippo Lombardi.
In prima fila il politologo Oscar Mazzoleni, che ha curato l'analisi del sondaggio interno
È stata invece evidenziata una significativa apertura a una collaborazione con altri partiti di centro e segnatamente con il PLR. Collaborazione, però, non vuol dire fusione. I sondaggi inviati sono stati circa 3'000, 1'049 le risposte pervenute (73% di uomini, pochi i giovani). Lavoro, immigrazione e rapporti con l'UE sono stati evidenziati quali temi prioritari e riguardo all'ultimo, il 70% si dice contrario all'adesione ma favorevole ai bilaterali. La maggioranza relativa posizionerebbe il partito al centro-destra, minoranze consistenti al centro o al centro-sinistra. Quanto al funzionamento interno, insoddisfazione è stata manifestata per il funzionamento di circoli e sezioni, mentre escono promossi i vertici cantonali.
Si è votato per prolungare il mandato del gruppo operativo
In occasione del
comitato cantonale, riunitosi questa sera (martedî) a Sementina, è stato intanto prorogato ad aprile il mandato per la ricerca del successore del presidente Giovanni Jelmini, che si era dimesso dopo la sconfitta alle cantonali. I pretendenti sarebbero una decina.
Quot/pon
Dal Quotidiano:
23.12.2015 23.12.2015: Il PPD del futuro





