Le maggiori associazioni attive nella gestione del territorio ticinese chiedono allo Stato di trovare una soluzione al problema dei danni provocati dagli ungulati, giudicato fuori controllo e insostenibile.
L’appello è stato lanciato dai maggiori sodalizi attivi nella gestione del territorio ticinese, quali l’Alleanza patriziale, l’Associazione forestale, l’Interprofessionale del vino e l’Unione contadini ticinesi.
In pochi anni, si è spiegato venerdì alla cantina sociale di Giubiasco, cervi, caprioli e cinghiali hanno potuto proliferare in maniera quasi incontrollata portando ad un sovrappopolazione, con effetti nefasti sull’agricoltura, sulla viticoltura, sulle foreste e sul territorio controllato dall’uomo. Ma anche sulle automobile, visto il numero di incidenti.
Non indennizzi ma soppressione
In 10 anni gli indennizzi versati dal Cantone sono passati da 200'000 franchi nel 2004 al 1'200'000 di oggi. Oggi la richiesta delle società, che hanno costituito il gruppo di lavoro “Territorio e ungulati”, non vanno però nella direzione di maggiori indennità. Domandano invece provvedimenti che permettano una massiccia riduzione degli ungulati sul territorio.
CSI/Red MM
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CSI 18.00 - Il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 21.03.2014, 19:21






