Ticino e Grigioni

"Importanti sono le idee"

Giorgio Giudici, sindaco di Lugano per 30 anni, riflette a margine del sondaggio "I sindaci dei poli"

  • 31.03.2016, 00:30
  • 7 maggio, 12:53
Giorgio Giudici, gennaio 2014 a Bellinzona. Convegno sulle aggregazioni

Giorgio Giudici, gennaio 2014 a Bellinzona. Convegno sulle aggregazioni

  • @Tipress/Sara Solcà


Borradori sarà plebiscitato o Bertini lo porterà al ballottaggio? A Chiasso il dopo Colombo si chiamerà Pantani o Arrigoni? E cosa accadrà a Mendrisio e Locarno? Queste e altre le domande che stanno animando il nostro
sondaggio web, non scientifico, ma che sta decisamente appassionando i lettori. Tra loro anche
Giorgio Giudici, sindaco di Lugano dal 1984 al 2013.

Da sin.: R. Pantani, M. Bertini, A. Scherrer, C. Croci, M. Borradori

Da sin.: R. Pantani, M. Bertini, A. Scherrer, C. Croci, M. Borradori

  • @Tipress

Non ci ha detto le sue risposte sui candidati alla poltrona di sindaco. Ci ha però esposto le sue riflessioni.

"Esprimere giudizi su persone che si conoscono poco - esordisce il nostro interlocutore - è molto difficile e delicato, considerate le sensibilità che oggi ogni opinione suscita. Comunque la situazione economica condiziona in modo palese ogni futura gestione politica limitando la progettualità complessiva . Progettualità è oggi un termine abusato poiché dipende più dalla capacità dei politici di avere visioni di sviluppo che fattori contingenti di campagna elettorale.

Ritengo comunque che il vero progetto politico sia quello di immaginare la Città di domani facendo astrazione dai confini comunali operando su una scala più ampia in grado di gestire lo sviluppo futuro del territorio non più condizionato dai piani regolatori (che alla fine hanno mortificato il territorio nel suo sviluppo disordinato e schizofrenico). Le aggregazioni sono una prima risposta al cambiamento di modello di sviluppo territoriale seppure - prosegue Giorgio Giudici - io sia consapevole che modellare l'incongruenza dei PR non è operazione semplice".

In conclusione? "A mio modo di vedere - suggerisce Giudici - i nuovi sindaci (o quelli riconfermati) dovranno promuovere questa nuova visione territoriale, premessa indispensabile per un futuro che li ponga in grado di interagire non più come comuni, ma come regioni . Obiettivo: la costruzione di un Ticino non più conflittuale, ma armonico con una ripartizione delle funzioni che ne garantisca la crescita. I collegamenti ferroviari diventeranno la carta vincente per ridurre i tempi di percorrenza tra le regioni e l'apertura di Alptransit porterà un nuovo modo di intendere mobilità e lavoro. Essere eletto Sindaco per un prestigio, effimero, mortifica la carica. Sarà invece importante trovare nuove modalità di leggi che agevolino il lavoro di un Esecutivo e, di converso, del Legislativo per coinvolgere la società imprenditoriale che non deve essere più vista con diffidenza, ma come vera e sola opportunità per spostare su un altro piano lo sviluppo di progetti che rivestiranno un vero interesse pubblico. Comuni e Città potranno, a quel punto, occuparsi dei compiti primari: socialità, scuola, sanità, viabilità, trasporti.

Essere competitivi per sapere chi è migliore di un altro è un esercizio ormai diventato sterile. Riunire e conoscersi tra amministrazioni - conclude l'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici -rappresenterà invece la vera sfida, avendo il Consiglio di Stato quale partner di coordinamento, pronto a varare nuove leggi che creino le premesse per agevolare le difficoltà e complessità che ancora oggi condizionano i Comuni".

m.c.

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