In Svizzera non nascono abbastanza bambini, in Ticino ancora meno della media nazionale. Constatazione statistica, quella legata al fenomeno della denatalità, che ha fatto discutere martedì il Gran Consiglio ticinese. Sul tavolo quattro iniziative presentate dal Centro, tutte respinte dal plenum.
Tre sono state affrontate in un primo dibattito: riguardavano il cambiamento culturale, il potenziamento della conciliabilità fra lavoro e famiglia e il sostegno alle giovani famiglie nell’acquisto di un’abitazione primaria. “Non una somma casuale di misure, ma una risposta concreta ai problemi delle persone, che incidono sulla decisione di fare o non fare un figlio. Vogliamo che nessuno debba essere costretto a scegliere fra lavoro e famiglia e che nessuna famiglia debba rinunciare ad avere figli per questioni economiche o di sistema”, ha spiegato Claudio Isabella a nome dei promotori.
Patrick Rusconi ha risposto sottolineando che la natalità non è la soluzione a tutto, che queste iniziative sono ideologiche, prive di efficacia strutturale e rischiano di creare disuguaglianze. Punto particolarmente critico “la gratuità degli asili nido e dell’extrascolastico per il ceto medio. Ma perché gratuiti? E chi decide cosa sia il ceto medio e sulla base di quali parametri?”, si è chiesto il liberale-radicale. La soluzione proposta, quindi, sarebbe stata “ingiusta”. Sulla stessa linea anche il leghista Alessandro Mazzoleni.
“Non una soluzione magica, ma una scelta politica chiara”, ha argomentato Tamara Merlo di Più Donne a nome di una minoranza che approvava i tre testi, seppure uno solo parzialmente. “La denatalità è un fenomeno complesso e nessuna misura da sola sarà risolutiva, ma usare questa complessità come alibi per non agire sarebbe grave”. Contrario - a tutte e quattro le iniziative - il Consiglio di Stato, che ha riconosciuto l’importanza del tema ma le ha giudicate finanziariamente insostenibili.
Questi testi sono stati respinti per soli cinque voti (43 voti di PLR, Lega e UDC contro 38 del Centro e del fronte progressista). Si pronosticavano più possibilità per la quarta proposta, affrontata in una trattanda separata, ovvero la richiesta di raddoppiare gli assegni per figli. Neanche questa, però, è stata accolta: 41 i “no”, 39 i “sì”.

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SEIDISERA 27.01.2026, 18:00
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