È più scura del calabrone comune e il tratto distintivo più facile da notare sono le zampette gialle. Un vero incubo per le api, un predatore spietato. E mentre oltre gottardo la vespa velutina ha già costruito svariate centinaia di nidi, ora il problema sembra accentuarsi nelle aree di confine italiane. Insomma: le api ticinesi iniziano a essere accerchiate.
“L’arrivo della vespa velutina comprometterà sicuramente molti raccolti di miele, proprio perché gli attacchi che la velutina fa all’arnia impone alla colonia stessa di ritirarsi all’interno”, spiega Luca Monotti, presidente della Federazione ticinese di apicoltura. “Tutto si bloccherà nell’arnia: non riusciranno a raccogliere abbastanza nettare per creare miele per l’inverno. Per noi apicoltori, quindi, ci sarà anche un risvolto economico sostanziale. Questo ci spaventa”.
“E non è un problema esclusivo dell’apicoltura”, aggiunge Monotti. “Questo è un problema di tutta la nostra biodiversità, innanzitutto, ma anche per frutticoltura e viticoltura. Sempre più in Europa si parla di perdite sostanziali in questi due settori”.
Come riportato mercoledì da Ticino Online, queste vespe sono state avvistate a una trentina di chilometri dal confine e su due fronti del Lago Maggiore, oltre che nel Varesotto. Ma cosa significa 30 km per un insetto di questo genere? “Se arrivano esclusivamente tramite il volo”, aggiunge il presidente della Federazione ticinese di apicoltura, “alla fine di quest’anno l’anno prossimo potrebbero essercene. Però potremmo anche ritrovarne domani sul nostro territorio perché vengono trasportate da camion di legname piuttosto che edile”.
Quindi la lotta di contrasto è in corso. La Sezione protezione dell’aria dell’acqua e del suolo illustra la strategia. Come spiega Francesca Botta, collaboratrice scientifica del Dipartimento del territorio, “se da un lato stiamo cercando effettivamente di sensibilizzare gli enti preposti e la popolazione su come individuare questo insetto sul territorio e come segnalarlo a noi, dall’altro lato ci stiamo preparando operativamente pianificando tutta la modalità di intervento per tracciare la presenza dell’insetto e, se del caso, distruggerlo”.
“Sconsigliamo vivamente di ucciderla”, aggiunge l’esperta del DT, “perché queste vespe servono a noi per poter effettuare dei tracciamenti. Verosimilmente ci serve non solo la segnalazione, ma anche un documento che attesti e comprovi la presenza, ovvero delle foto, dei filmati, delle descrizioni precise”. In seguito si può liberare l’esemplare ma “soprattutto rendersi reperibili affinché noi possiamo metterci in contatto col segnalatore e quindi poter poi seguire il l’insetto ritrovato”.
Le autorità cantonali chiedono di inoltrare le segnalazioni ai servizi del Dipartimento del Territorio con una mail all’indirizzo vespa.velutina@ti.ch
In allarme per la “vespa assassina”
Dipartimento del territorio e apicoltori chiedono aiuto alla popolazione nel localizzare la vespa velutina, un vero killer di api, in grado di compromettere interi alveari

Il problema della vespa velutina
Il Quotidiano 11.03.2026, 19:00






