In Ticino è passata con una maggioranza schiacciante di voti favorevoli la modifica costituzionale sull'ineleggibilità e la destituzione di persone condannate per crimini o delitti contrari alla dignità delle cariche pubbliche: ben l'89,52% di "sì", contro il 10,48% di "no".
Lo scorso 15 ottobre, il Gran Consiglio ha approvato la modifica della Costituzione cantonale sulla revisione delle norme sull’ineleggibilità e sulla destituzione di persone condannate o perseguite per crimini o delitti contrari alla dignità della carica. Trattandosi di modifiche della Costituzione cantonale, la revisione è stata sottoposta al voto popolare.
Si tratta di un atto conclusivo di un tema che è emerso più volte nel corso dei primi anni 2000 nella vita politica cantonale. In pratica cosa significa? Semplicemente che se un politico venisse condannato per crimini o delitti contrari alla dignità della carica non sarebbe più eleggibile e destituito se fosse già in carica.
Per gli esecutivi e i giudici di pace – va sottolineato – esistono già delle norme in questo senso, mentre per i membri di legislativi fino ad oggi la legge cantonale non prevede limitazioni.
Red MM/bin








