Ticino e Grigioni

Influenza aviaria, anche in Ticino le galline al chiuso

Il veterinario cantonale Luca Bacciarini: “Bisogna evitare il contatto tra gli uccelli selvatici di qualsiasi specie e gli animali allevati”

  • 23.11.2025, 19:31
  • 23.11.2025, 19:36
Una dimostrazione di come prelevare un campione da un pollo per un test PCR, immagine d'archivio
03:34

SEIDISERA del 23.11.2025: Le misure contro l'influenza aviaria arrivano in Ticino

RSI Info 23.11.2025, 19:15

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Umberto Gatti/Tieffe 

Da martedì entrano in vigore anche in Ticino le misure di prevenzione contro l’influenza aviaria. L’obiettivo è ridurre il rischio di contagio negli allevamenti, evitando qualsiasi contatto tra il pollame domestico e gli uccelli selvatici. SEIDISERA ne ha parlato con il veterinario cantonale Luca Bacciarini, che spiega come le nuove disposizioni riguardino sia i grandi allevamenti sia quelli amatoriali, con poche galline.

“Gli allevatori di pollame dovranno prendere delle misure di prevenzione”, e questo significa soprattutto “evitare il contatto tra gli uccelli selvatici di qualsiasi specie e gli animali allevati”. In concreto, i volatili dovranno essere tenuti prevalentemente al chiuso. Dove questo non è possibile, sarà necessario proteggere gli spazi esterni e collocare acqua e foraggio in luoghi non accessibili agli uccelli selvatici.

immagine
02:42

Influenza aviaria, da martedì le misure di prevenzione

Il Quotidiano 23.11.2025, 19:00

Anche la biosicurezza è importante: secondo Bacciarini, gli allevatori dovrebbero almeno cambiare gli stivali prima di entrare nel pollaio. “Il meglio sarebbe avere anche una specie di tuta da mettere quando andiamo dalle nostre galline, per fare in modo di non portare dentro il virus che potrebbe essere per esempio sotto le calzature, se abbiamo visitato i luoghi dove sono presenti uccelli selvatici”. 

Sul terrirorio, gli allevatori si stanno già adeguando. Oliver Lucini, dell’azienda agricola La Stala di Mezzovico, racconta di aver limitato l’accesso all’aperto e protetto le aree di uscita. Secondo lui, l’inizio richiede qualche adattamento infrastrutturale, ma una volta fatto il lavoro, la gestione dovrebbe tornare sostenibile.

Resta però la preoccupazione per le conseguenze di un eventuale contagio, che comporterebbe l’eliminazione di tutto il focolaio. Erika Davitti, dell’omonima azienda agricola, ha deciso di anticipare i tempi, applicando misure di prevenzione già all’arrivo dei primi casi negli uccelli selvatici: “Le galline predisposte per l’allevamento all’aperto le tengo chiuse all’interno, protette. Mi dispiace un po’ perché sono abituate ad uscire, però purtroppo è così“.

La denominazione degli allevamenti all’aperto potrà comunque essere mantenuta, come sottolinea il veterinario cantonale, “sia per quanto riguarda la vendita di uova, sia per la vendita di carne“

Le misure federali resteranno in vigore fino al 31 marzo 2026.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare