La centrale elettrica a carbone di Lünen, nel nord della Germania, potrà continuare la sua attività. Portata in tribunale dalla lega ambientalista BUND, l'industria è stata scagionata dalle accuse di inquinare l’aria oltre i parametri di legge. La sentenza – impugnabile - è stata comunicata in serata dai giudici del tribunale amministrativo del Nord Reno Westfalia.
A tirare un sospiro di sollievo è anche l'Azienda elettrica ticinese, che nel sito industriale di Lünen aveva investito circa 30 milioni di franchi e che - in caso di cessazione della produzione di elettricità - rischiava di perdere l’investimento effettuato.
Sin dalla sua apertura, la centrale a carbone non naviga comunque in buone acque. Fra problemi tecnici e di concorrenza delle energie pulite, non ha ancora prodotto utili e riesce a malapena a pagare il personale e le spese di gestione. La vicenda giudiziaria non è conclusa: in tribunale resta pendente una seconda causa legata alle emissioni nelle acque dovute all’attività della centrale.
Michele Trefogli