Ticino e Grigioni

Mendrisio, corteo contro lo smantellamento di FFS Cargo

Sindacati, ambientalisti e politici uniti contro la chiusura dei terminal merci: “A rischio lavoro, ambiente e mobilità sostenibile” - Circa trecento i partecipanti

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In piazza contro i tagli a FFS Cargo

Il Quotidiano 29.08.2025, 19:00

  • RSI
Di: SEIDISERA/Quotidiano/RSI Info 

Un corteo di protesta contro la ristrutturazione di FFS Cargo ha preso il via poco dopo le 18 di venerdì dalla stazione ferroviaria di Mendrisio, per concludersi, a partire dalle 19, con i discorsi di diversi relatori al Mercato coperto. La manifestazione, cui hanno partecipato circa 300 persone, promossa dal Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo, ha riunito sindacati, associazioni ambientaliste e forze politiche di sinistra. Lo slogan della protesta: “Lavoro sulle rotaie, non traffico sulle strade”.

Al centro della mobilitazione, la decisione delle FFS di chiudere otto terminal merci in Svizzera, tra cui quelli di Cadenazzo e Lugano-Vedeggio, con un impatto diretto su 65 posti di lavoro, di cui 40 in Ticino. Una scelta che, secondo i manifestanti, risponde a logiche economiche che mettono a rischio l’ambiente, la mobilità sostenibile e la sicurezza occupazionale.

Durante il suo discorso, il vicepresidente dei macchinisti ticinesi del Sindacato SEV - Alan Tettamanti - ha espresso forte preoccupazione per le recenti decisioni delle FFS riguardo al comparto merci, denunciando un apparente smantellamento del servizio. Secondo il sindacalista, diverse categorie di lavoratori - dai manovristi ai tecnici specializzati - sono colpite da chiusure e tagli, mentre l’azienda “sembra improvvisare”, annunciando progetti futuri ma eliminando nel frattempo posti di lavoro e competenze. “Quando domani la domanda di trasporto aumenterà, FFS Cargo non sarà più nelle condizioni di offrire soluzioni di trasporto”, afferma Tettamanti.

“Siamo qui per difendere qualcosa che ci riguarda tutti: il lavoro, il territorio, il futuro della mobilità sostenibile”. Nel suo intervento Tessa Jorio, presidente della sezione transfair – FFS Regione Sud, ha evidenziato il paradosso tra gli ingenti investimenti fatti per AlpTransit e l’attuale decisione di ridurre i servizi, questionando l’efficace utilizzo dei fondi destinati al miglioramento del trasporto merci ferroviario. Jorio ha inoltre lamentato la mancanza di un obiettivo vincolante per il trasferimento del traffico merci su rotaia e ha espresso preoccupazione per il potenziale aumento del traffico di camion sulle strade ticinesi.

Ha poi preso parola Nara Valsangiacomo, neopresidente di Pro Alps (già Iniziativa delle Alpi) che ha lanciato un appello per il rispetto del mandato costituzionale sul trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia nelle regioni alpine. “Nonostante gli sforzi degli ultimi 30 anni, l’obiettivo legale di limitare a 650’000 i carri pesanti attraverso i valichi alpini non è mai stato raggiunto, anzi, ci si sta allontanando e nel 2026 possiamo aspettarci di nuovo un milione di camion in attraversamento”, ha evidenziato Valsangiacomo.

Le FFS hanno minimizzato l’impatto della ristrutturazione del traffico combinato, affermando che i 20’000 camion aggiuntivi su strada rappresentano una frazione trascurabile rispetto ai 30 milioni di viaggi del traffico pesante in Svizzera. “Per il Ticino e il Mendrisiotto, già sovraccarichi di traffico, questo aumento non è affatto trascurabile”, ha concluso la presidente di Pro Alps.

Tra i relatori presenti anche Pierre-Yves Maillard, presidente dell’USS, Luca Benato del sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti (VSLF) e Matthias Hartwich del SEV.

L’impatto della ristrutturazione sul mercato del lavoro

Con il passaggio del terminal di Cadenazzo alla Posta, i sindacati temono un radicale ridimensionamento dell’occupazione. Tuttavia, FFS Cargo sostiene che le nuove Officine di Arbedo-Castione porteranno a un aumento degli impieghi. “Siamo sicuramente in una fase di grandi cambiamenti, che vanno monitorati con molta attenzione”, afferma Moreno Baruffi, ricercatore presso l’Istituto di ricerche economiche dell’USI.

Un’altra novità accolta con scetticismo dai sindacati è la rotta di Ethical Stabio, che FFS intende testare nel 2026 e su cui punta molto. “Fa parte della strategia complessiva delle ferrovie. Hanno previsto questa fase di test perché si tratta comunque di un traffico molto rilevante lungo l’asse nord-sud. In questo senso, le ferrovie dimostrano di non voler abbandonare completamente il trasporto merci”, spiega Baruffi.

Il progetto, denominato Swiss Cargo Logistic, è ancora nella fase iniziale e i suoi effetti futuri sono difficili da prevedere. “Sicuramente si tratta di un test interessante, che potrebbe dirci qualcosa di più sulle intenzioni delle Ferrovie Federali”, conclude il ricercatore.

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In piazza contro la chiusura dei terminal FFS Cargo

SEIDISERA 29.08.2025, 18:00

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