Ticino e Grigioni

L’UDC: “A Zali non resta che dimettersi immediatamente”

La direttiva democentrista ha preso infine posizione sulle vicende che hanno investito il consigliere di Stato leghista: “Inaccettabile l’atteggiamento del Governo. Ha fatto il minimo indispensabile”

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Il vertice dell'UDC si è espresso
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Radiogiornale delle 12.30 del 24.07.2026: Il servizio di Francesca Calcagno sul caso Zali

RSI Info 24.07.2026, 12:30

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Di: Spi 

Finora non si era espressa. Fino al primo pomeriggio di oggi, quando anche l’UDC ha preso posizione sullo “scandalo che coinvolge il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali”. Un silenzio che il comunicato stampa motiva con “il rispetto delle istituzioni e degli accertamenti in corso, nonché per evitare accuse di speculazione elettorale. Oggi, però, tacere non è più possibile”. Anche perché, “ferma restando la presunzione d’innocenza sul piano giudiziario, i fatti emersi pongono un gravissimo problema di responsabilità politica, credibilità istituzionale e integrità morale”.

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Zali al centro della bufera

Il Quotidiano 23.07.2026, 19:00

Nella nota, la direttiva democentrista rivendica di aver “da tempo espresso un giudizio chiaro sulla sua inadeguatezza politica”. L’UDC ricorda di aver criticato “da anni l’azione politica di Claudio Zali, il suo modo di interpretare il ruolo di consigliere di Stato, nonché i toni e gli epiteti riservati al nostro partito e al nostro gruppo parlamentare in Gran Consiglio”. Gli altri partiti, “che oggi si dichiarano indignati”, “fino a ieri lo sostenevano a spada tratta, tollerando un modo di agire indegno della carica”.

A Zali l’UDC rimprovera anche la crisi con il movimento di Via Monte Boglia. “Si è sempre dimostrato la principale pietra d’inciampo nella storica collaborazione tra UDC e Lega dei Ticinesi. Quando dichiarò in televisione di sentirsi ‘più vicino ai Verdi che all’UDC’, confermò apertamente di non aver mai portato in Consiglio di Stato una politica di destra: certamente non quella dell’UDC e, ci permettiamo di affermare, nemmeno una politica autenticamente leghista”.

Quanto emerso, continua la presa di posizione, “rende la sua permanenza in Governo non più sostenibile. A Claudio Zali non resta che rassegnare immediatamente le dimissioni dal Consiglio di Stato, per permettergli di riacquisire la credibilità che merita”.

È inoltre inaccettabile, continua la nota, “l’atteggiamento del Consiglio di Stato, che ancora una volta si comporta come un vero e proprio Governo del Mulino Bianco: finge che tutto vada bene, se può evita di reagire o lo fa soltanto quando è costretto e con il minimo indispensabile. La decisione di levargli la competenza della Magistratura e della Polizia rappresenta un primo passo, ma lascia irrisolta la questione di fondo: se il presidente del Governo sia ancora nelle condizioni di assolvere il proprio mandato”.

“Governo privo di coraggio”

In conclusione, “questa vicenda conferma l’immagine di un Governo sempre più assorbito dalle crisi, privo di visione e coraggio. Ricordiamo che soltanto un anno fa lo stesso Governo approvava il contestato arrocchino, oggi definitivamente cestinato dopo essersi rivelato l’ennesimo pasticcio avallato da un consesso incapace di dire di no quando sarebbe stato necessario farlo. Le istituzioni vengono prima delle persone. Il Ticino merita un Governo credibile, responsabile e capace di affrontare i problemi concreti dei cittadini”.

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Diffusi sui social alcuni audio in cui Claudio Zali evoca azioni violente contro una donna

Il Quotidiano 22.07.2026, 19:00

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