Ticino e Grigioni

Caso Zali: cosa rischia il consigliere di Stato e quali sono gli scenari istituzionali

In attesa della presa di posizione della Lega, ecco cosa prevede la legge tra revoca delle competenze e procedura di destituzione. E al di là delle norme, c’è il peso della pressione politica

  • Un'ora fa
  • 24 minuti fa
Il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Claudio Zali
01:36

Radiogiornale delle 12.30 del 24.07.2026: Il servizio di Francesca Calcagno sul caso Zali

RSI Info 24.07.2026, 12:30

  • Ti-Press
Di: Radiogiornale - Francesca Calcagno / joe.p. 

Una presa di posizione della Lega dei Ticinesi sul caso Zali è stata annunciata per oggi, venerdì, pomeriggio. Siamo dunque ancora in attesa di capire che mosse intende fare il partito dopo che il Governo, di comune accordo con lo stesso consigliere di Stato leghista, ha deciso di riprendere la responsabilità politica della Magistratura e della Polizia cantonale, dopo l’apertura di un’inchiesta relativa al minorenne incarcerato alla Farera.

Zali può quindi continuare ad occuparsi di dossier che esulano da questi settori e per il momento rimane anche il presidente del Consiglio di Stato. Ma cosa può succedere ancora sul piano istituzionale?

Nell’immediato il Governo avrebbe la facoltà di togliere tutte le competenze al consigliere di Stato leghista Claudio Zali e anche la presidenza, sulla base in particolare dell’articolo tre della legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti. È un articolo generico in cui si dice che il Consiglio di Stato ha il diritto di organizzare la ripartizione di lavoro tra i suoi diversi dipartimenti e quindi di organizzare liberamente la sua attività. Un diritto peraltro sancito nella Costituzione.

Il Governo non può invece rimuovere dalla carica un collega. Lo può fare l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, avviando una procedura di destituzione, ma solo se il consigliere di Stato è stato condannato in via definitiva per crimini o delitti contrari alla dignità della carica. Il voto finale spetta all’intero Parlamento a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta.

E poi c’è il popolo che può chiedere al Gran Consiglio la revoca del Consiglio di Stato, raccogliendo l’adesione di 15’000 cittadini aventi diritto di voto in un lasso di tempo di 60 giorni. Questa procedura però, non si può fare nell’ultimo anno elettorale. Quindi, nel caso specifico di Claudio Zali, anche questa opzione è esclusa.

Ovviamente, al di là delle procedure legali, c’è l’opportunità politica. E qui entrano in gioco pressioni più o meno forti che possono essere esercitate dall’opinione pubblica. In quest’ottica è particolarmente rilevante il sostegno del proprio partito. Tutti elementi che possono spingere una persona eletta alle dimissioni.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare