Ticino e Grigioni

L’agenda nell'arena

Nella prossima legislatura bisognerà cercare maggiore convergenza e rinunciare ad un po’ di spettacolo

  • 02.03.2015, 11:33
  • 4 maggio, 14:10
Oscar Acciari

Oscar Acciari

  • RSI

L’arena è il luogo che evoca lo scontro in cui alla fine deve emergere un vincitore. L’arena politica spesso fa eccezione, perché nel confronto tra partiti sovente occorre trovare convergenze, soluzioni più o meno condivise per il bene dei cittadini.

Nell’ultimo quadriennio forse soltanto un tema ha veramente accomunato tutte le forze politiche: il lavoro, quel lavoro minacciato dal dumping salariale e dalla concorrenza dei frontalieri. Lo è stato ancor di più dal 9 febbraio scorso, quando il Ticino - con il suo voto significativo - è risultato determinante in Svizzera per l’accettazione dell’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa. Da tutti i partiti, con sfumature e approcci diversi, sono nate proposte per rendere più difficile l’accesso al mercato del lavoro ticinese alla manodopera proveniente da oltre confine e per favorire quella locale. Ma al di là di questo grande capitolo - per il quale il margine di manovra della politica cantonale è oggettivamente limitato - le forze politiche hanno faticato a trovare convergenze sui grandi temi e progetti che riguardano il futuro del Paese.

Su alcuni temi controversi spesso a decretare il vincitore è stato il popolo (freno ai disavanzi, prima riforma dei sussidi cassa malati, partecipazione ad Expo 2015). E questo proprio per la difficoltà dei partiti a individuare strade condivise.

Alcune riforme sono state fatte nel corso della Legislatura, molte altre sono state rimandate al prossimo quadriennio. Per ragioni diverse ogni dipartimento dovrà confrontarsi con almeno un importante dossier fermo. Dossier che si sono arenati o che hanno subito rallentamenti nell’iter probabilmente per calcoli elettorali o per la difficoltà nel trovare consensi, a causa della frammentazione politica.

Chi, dopo Laura Sadis, assumerà la conduzione del Dipartimento finanze ed economia dovrà proseguire o affrontare i delicati capitoli del risanamento delle finanze pubbliche, della fiscalità delle imprese e delle stime immobiliari. Il Dipartimento Istituzioni dovrà sbloccare la riforma della legge sull’esercizio della prostituzione, al momento congelata in attesa di conoscere quale indirizzo intendono assumere Berna e l’Europa (soprattutto per quanto riguarda la punibilità dei clienti delle prostitute). Anche per la controversa tassa sui grandi generatori di traffico, di competenza del Dipartimento del Territorio, si dovrà giungere a una soluzione. A causa delle difficoltà provocate dal franco forte, con le quali nelle ultime settimane si sono confrontate aziende e centri commerciali, il tributo non viene più ritenuto una priorità per i prossimi mesi. Poi l’arena politica dovrà affrontare il delicato capitolo della riforma della scuola dell’obbligo (disegnata dal DECS) che fra i diversi aspetti- prevede l’abolizione dei livelli nelle medie. La nuova pianificazione ospedaliera, di competenza del Dipartimento sanità e socialità, sicuramente dividerà e farà discutere. La speciale commissione ha fatto un lavoro approfondito, ma per il momento ad essere sicuramente condivisi dalle forze politiche sono gli aspetti ritenuti critici.

Insomma, sono solo alcuni temi che riguarderanno l’agenda politica del prossimo quadriennio. Dossier importanti e delicati che riguardano il futuro del Paese. Probabilmente affinché si raggiungano alcuni risultati, i protagonisti dell’arena politica dovranno cercare convergenze, fare meno calcoli in termini di consensi e rinunciare a un po’ di spettacolo. Poco male. Forse nessuno pretende che ci siano dei gladiatori, ma solo dei buoni servitori della res publica.

Oscar Acciari

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