"Siamo di fronte al festival dell’incoerenza. Sembrava che la Lega avesse messo il veto alla candidatura di un’ex politica e invece hanno candidato addirittura un ex ministra". Si esprime così, ai microfoni della RSI, Giovanna Viscardi, in merito all’esclusione dell’ex municipale liberale-radicale Giovanna Masoni Brenni dalla lista dei candidati per i due posti rimasti liberi in seno al Consiglio direttivo del LAC. Ticket che vede invece in gara l’ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti, e Roberto Grassi.
Il nome di dell’ex consigliera di Stato socialista è stato proposto dalla Lega, cosà che stupisce ancor di più la presidente della sezione luganese del PLR: “Da sempre attaccano il PS – ha aggiunto Viscardi - ma poi scelgono proprio una candidata socialista”.
Da noi contattata, Pesenti ha da parte sua spiegato di aver accettato per poter contribuire a rafforzare le relazioni del LAC con la Svizzera interna. Gli stessi motivi che hanno spinto il Municipio a confermare il suo nome: “Patrizia Pesenti siede ai vertici di un importantissimo gruppo editoriale svizzero (Ringier, ndr.), e questo ci apre la strada ad un mercato che fa capo a Zurigo ma anche alla Germania”, ha affermato ai nostri microfoni il sindaco di Lugano, Marco Borradori.
Non è però detta l’ultima parola il ticket con Grassi, il secondo candidato, proposto dal PPD, scelto dal Municipio, dovrà essere avallato dal Consiglio comunale il prossimo 4 ottobre e il PLR luganese affilerà le armi, pronto magari a far rientrare in gioco il nome di Giovanna Masoni Brenni. Sempre che la “mamma del LAC”, a questo punto, accetti.
Quotidiano/Red.MM
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