La montagna del villaggio grigionese di Brienz è praticamente ferma, con alcuni punti di misurazione che non mostrano più alcun movimento. Lo scivolamento ha così raggiunto minimi storici: oggi si muove a meno di 10 centimetri all’anno, mentre nell’autunno di due anni fa la velocità era di 2,5 metri all’anno.
La situazione è dunque positiva per la località grigionese che per oltre un anno è stata minacciata dal possibile distacco di una grossa frana. Lo hanno spiegato lunedì i geologi a margine di una visita del cunicolo di drenaggio realizzato per proteggere il villaggio.
Il ritorno degli abitanti
Una situazione positiva che ha portato anche nuovi abitanti, ha affermato il sindaco Daniel Albertin. Al termine di un’evacuazione durata 62 settimane, a gennaio 49 persone (perlopiù gente del posto) sono tornate a vivere a Brienz.
“Alcuni hanno affittato un appartamento da chi ha deciso di abbandonare il villaggio. Fino al momento della demolizione i proprietari hanno messo in affitto le loro abitazioni” ha spiegato il sindaco, riferendosi al trasferimento preventivo del paese. Chi ha deciso di non tornare nella frazione del comune di Albula/Alvra, ricevendo così i contributi di ricollocamento, deve infatti demolire la casa.
Il miglioramento della situazione geologica
Lo sviluppo positivo degli ultimi mesi dà speranza per il futuro del villaggio, che prima dell’evacuazione del novembre 2024 contava 92 abitanti. Solo a fine novembre dell’anno scorso i geologi temevano il crollo della sommità della frana, che sovrasta l’abitato. Un evento che avrebbe potuto danneggiare il paese. Fortunatamente l’area si è frantumata sempre di più, franando sul cumulo di detriti sottostanti senza raggiungere il villaggio.
Oggi i geologi che seguono la situazione dal 2018 si sono mostrati fiduciosi. “I dati ci mostrano che abbiamo buone possibilità di ridurre in modo significativo lo scivolamento della montagna anche a lungo termine. Di conseguenza è possibile anche eliminare la caduta di grandi volumi di roccia, probabilmente anche in modo definitivo” ha detto il geologo Daniel Figi.
Un cunicolo per togliere l’acqua
Il motivo del rallentamento della montagna e del paese si deve ricercare sotto terra, nel cunicolo di drenaggio. Dall’aprile del 2024 gli esperti hanno iniziato a togliere l’acqua dal sottosuolo, conducendola verso il fiume Albula. Attualmente scorrono circa 900 litri d’acqua al minuto. “Quando abbiamo perforato la zona del bacino sotterraneo Armauns - ha spiegato Figi - abbiamo raggiunto i 1’500 litri al minuto, ovvero il limite massimo della canalizzazione”.
Nel frattempo proseguono a un ritmo di 15-20 metri alla settimana i lavori per il completamento del cunicolo. Finora è stato effettuato circa un terzo delle perforazioni. Il tunnel, costato una quarantina di milioni di franchi, dovrebbe essere terminato a metà del 2027.
Telegiornale delle 20.00 dell’11.05.2026








