La Svizzera deve finanziare opere anche in Italia, se quest'ultima non ha le medesime priorità. Lo ha spiegato giovedì Philippe Gauderon , il direttore della Divisione infrastruttura delle FFS, a margine di un incontro pensato per illustrare come cambierà il Ticino a livello di mobilità pubblica.
Oltre il principio della territorialità
Interpellato sulla decisione del Consiglio degli Stati di stanziare oltre 270 milioni di franchi per adeguare le gallerie oltre confine, ha detto: "Abbiamo interessi diversi rispetto a quelli dei colleghi italiani e alle volte per fare passi avanti bisogna andare al di là del principio di territorialità". Principio, quest'ultimo, che prevede che ogni paese paghi le opere realizzate sul suo versante: "Anche nella regione di Ginevra abbiamo trovato dei compromessi". E gli accordi internazionali secondo i quali l'Italia si impegnava a garantire le capacità della sua rete? "Le convenzioni non erano così dettagliate. Non solo l'Italia, ognuno ha le sue sfide da affrontare per il futuro" ci ha risposto il manager.
Con AlpTransit nuovi impieghi
Con la messa in esercizio di AlpTransit, in Ticino verranno creati nuovi impieghi di qualità. A Pollegio, dove sorgerà il centro d'esercizio sud per la gestione e la sorveglianza del flusso dei treni, lavoreranno tra le 140 e le 150 persone. Al centro di manutenzione e intervento di Biasca, gli impieghi a tempo pieno saranno 120, la metà dei quali nuovi posti. Come evidenzia Flavio Crivelli, coordinatore per la regione che va da Arth-Goldau a Chiasso, i dipendenti FFS cresceranno da 1'900 a oltre 2'100 unità (vedi video).
Da.Pa.
Gallery image - "L'Italia non paga, lo facciamo noi"
Il commento
Con l’apertura della galleria di base del Gottardo (2017-2018) e di quella del Ceneri (2019) e circa un miliardo di investimenti in ampliamenti e manutenzione, l’offerta per i passeggeri in Ticino sarà estremamente vantaggiosa. Il traffico regionale sarà molto più fitto. Ci si sposterà più frequentemente e più velocemente” ha detto
, responsabile dello sviluppo della rete di FFS. Tra Bellinzona e Zurigo si guadagneranno 30 minuti già nel 2018, mentre a partirà dal 2020 il risparmio per Basilea, Lucerna e la città sulla Limmat sarà di 40 minuti. Per questo motivo ci si aspetta che entro il 2025 il numero di passeggeri sull’asse nord-sud raddoppi.
Con degli accorgimenti puntuali sarà ancora più pratico e veloce viaggiare in Treno. Oltre alla stazione principale di Bellinzona che verrà inaugurata nel 2016, in Piazza Indipendenza dovrebbe venir costruita una stazione TiLo e tra Giubiasco e la capitale dovrebbe venir realizzato un terzo binario. Entro il 2022, la frequenza regionale potrà così essere aumentata, la stabilità dell’esercizio migliorata (oggi passano 400 treni al giorno, in prospettiva saranno 600) e spostarsi in treno per i pendolari sarà molto attrattivo. Senza dimenticare la fermata di Mendrisio-San Martino nel 2013 e la messa in funzione della Ferrovia Mendrisio-Varese su suolo svizzero.
Gli incidenti capitati negli ultimi mesi hanno messo in discussione la sicurezza di chi viaggia in treno. Le FFS ci tengono a precisare che tra i mezzi di trasporto terrestri, quello su binari è il meno rischioso. Per ogni morto in ferrovia in base alla distanza percorsa, ce ne sono 14 in automobile, 113 in bicicletta e 257 sulle due ruote. In futuro i miglioramenti saranno tangibili. La sorveglianza e i freni si azioneranno in modo automatico. I sistemi di avvertimento saranno ammodernati e con l’ECTS, che sarà introdotto gradualmente anche in Ticino, ci sarà il controllo continuo della velocità.
Daria Martinoni












