Il sindacato OCST ha diffuso martedì un bilancio del mercato del lavoro dopo il primo semestre nel canton Ticino. Per l’organizzazione sindacale, i primi sei mesi hanno evidenziato un calo della disoccupazione fonte di “giustificata soddisfazione”, dato che a fine giugno 2015 il tasso si assesta al 3,3% contro il 3,7 di dodici mesi prima. Ciò permette al Ticino di avvicinarsi alla media nazionale, fissata al 3,1% al 30 giugno (miglior risultato finora registrato).
Tuttavia il segretario cantonale dell’OCST Meinrado Robbiani spiega che nell’andamento positivo vanno letti segnali da non sottovalutare. Tra questi figurano l’evoluzione del lavoro ridotto e la crescita degli annunci di licenziamento di frontalieri.
In ottica futura l’orientamento positivo è infatti offuscato da prospettive rese cupe dall’apprezzamento del franco sull’euro. Il Ticino infatti subisce più influssi in quanto zona di confine, area industriale con esportazioni verso l’UE maggiori rispetto alla media elvetica e piazza finanziaria che soffre le ricadute della doppia imposizione con Roma.
EnCa





