Ticino e Grigioni

La Lega, anche senza l'UDC

I commenti della stampa ticinese il giorno dopo il voto per il rinnovo di Governo e Parlamento

  • 20.04.2015, 09:58
  • 07.06.2023, 07:35
Le prime pagine

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  • rsi

C’è un fil rouge in tutti i commenti pubblicati sui tre principali giornali ticinesi per quanto riguarda le elezioni cantonali di domenica: la vittoria della Lega, nonostante si sia presentata senza la "stampella" dell’UDC. Fabio Pontiggia, sul Corriere del Ticino, parla oramai della nascita di “un nuovo partitone”, che è stato capace di polarizzare su di sé le preoccupazioni e le incertezze dei cittadini. Obiettivo, che al contrario, non è stato raggiunto dal Partito liberale radicale, che da “locomotiva politica del paese” si è trasformato in “vagone”.

Pontiggia continua la sua riflessione mettendo in relazione il voto del 9 febbraio con quello di ieri, domenica 19 aprile, affermando che quest’ultimo è figlio del primo. La Lega dei ticinesi inoltre, viene sottolineato, è riuscita a ottenere due seggi in Consiglio di Stato senza Borrardori, senza Giuliano Bignasca: “Questo vuole dire, che è ben radicata nel paese (….) Il nuovo uomo del movimento è Claudio Zali”. E, fuori dal confronto Lega-PLR, il giornalista afferma che vi è una galleria di sconfitti, a partire dal Partito socialista.

"L'uomo nuovo"

"L'uomo nuovo"

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PS che insieme ai Verdi, scrive
Matteo Caratti su La Regione, “non possono sorridere. Si aspettavano di più, hanno avuto solo briciole”. I risultati ottenuti dai due partiti, secondo Caratti, sono da leggere come uno “spostamento delle preferenze verso l’elettorato, “un segno dei tempi”. Ma quali sono le ragioni di questo “bis” della Lega dei ticinesi? L’analisi si concentra su due punti: la capacità del movimento di Via Monte Boglia di “proporsi sempre e ancora quale forza identitaria di riferimento… capace di identificare e cavalcare le questioni emergenti legate al territorio” e la forza del Mattino della domenica, "un foglio che impone i contenuti dell’agenda politica ticinese".

"Impone i contenuti dell’agenda politica ticinese"

"Impone i contenuti dell’agenda politica ticinese"

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Claudio Mésoniat sul Giornale del Popolo afferma da parte sua che vista la popolarità della Lega, che convince il 27,7% dei ticinesi, sarebbe ora che i suoi avversari "si convincano ad abbandonare i toni da crociata contro la sua illegittimità democratica. E si convincano a non inseguirla sul terreno delle sue campagne". Mésoniat invita poi i diversi partiti a farsi una domanda: come mai la Lega riesce ad attirare i voti di molti giovani? Il direttore del giornale afferma inoltre che il PLR, grazie alle scelte di Rocco Cattaneo, è riuscito a far dimenticare "le divisioni interne, puntando su una pattuglia di giovani". L’articolo si conclude parlando di uno dei temi che caratterizzeranno la nuova legislatura: sistema proporzionale o maggioritario? Tutti i tre fogli infine, parlano del confortante dato sulla partecipazione, in aumento rispetto a quattro anni fa.

AlesS

Il nostro commento:

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