Era successo alle elezioni comunali di Lugano di due anni fa. E’ capitato ancora. La campagna elettorale del 2013 si era polarizzata attorno allo scontro per la poltrona di sindaco: Marco Borradori e la Lega dei ticinesi da una parte, Giorgio Giudici ed il PLR dall’altra. La contesa si era conclusa con la vittoria della Lega sui liberali e con gli altri partiti che erano finiti a fare da spettatori. Oggi come allora ha vinto la Lega, ma il PLR non ha perso. E anche questa volta i veri sconfitti sono altri; principalmente il PPD ed il PS, ma anche l’UDC ed i Verdi.
Quella tra la Lega ed il PLR è una sfida che s’è decisa al fotofinish, 354'128 a 336'121. Ma pur essendo contrapposti i due partiti si piacciono. E pure parecchio. Anche se ancora una volta sono stati i candidati leghisti a pescare maggiormente in casa altrui. I dati di panachage dicono infatti che il PLR ha regalato 5'247 preferenziali a Claudio Zali e 3'841 a Norman Gobbi; la Lega invece ne ha dati 3'538 a Michele Bertini e soli 2'403 a Christian Vitta.
La giornata ha segnato infine un record: gli 83'307 voti di Claudio Zali, che ha superato anche gli 81'754 di Marco Borradori nel 2011. Due stili diversi di fare politica: se “Fidel Nastro” era gentile, pacato e diplomatico, Zali è invece più schivo, ma al contempo è diretto, pragmatico e concreto nel proporre soluzioni. Il risultato è lo stesso: una marea di voti.
Joe Pieracci






