Ticino e Grigioni

La violenza della guerra, un’ambulanza crivellata di colpi in mostra a Giubiasco

L’attacco al mezzo di soccorso è avvenuto nel 2022 a Kharkiv - La testimonianza, raccolta dalla RSI, dei volontari delle associazioni umanitarie impegnate in Ucraina

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L’ambulanza ucraina, crivellata dai colpi a Kharkiv, posteggiata in piazza Grande a Giubiasco
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Un pezzo di guerra a Giubiasco

Il Quotidiano 04.02.2026, 19:00

  • RSI
Di: Il Quotidiano - Camilla Contarini / M. Ang. 

Un’ambulanza ucraina, crivellata dai colpi a Kharkiv all’inizio della guerra, è posteggiata fino a domani (giovedì) in piazza Grande a Giubiasco. È una testimonianza della violenza della guerra che non fa sconti a nessuno, nemmeno al personale sanitario.

“Questi sono i fori delle schegge di una mina. Questi invece sono proiettili. Hanno colpito anche l’abitacolo. Gli spari sono stati esplosi con l’obiettivo di uccidere”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Franck Labourey, creatore del gruppo Les Anges de la route pour l’Ukraine. L’attacco all’ambulanza, sferrato da un drone e da soldati, è avvenuto nel 2022 a Kharkiv. Il mezzo di soccorso è arrivato in Ticino grazie alla collaborazione fra la ticinese JV Rescue e altre due associazioni umanitarie attive in Ucraina. L’obbiettivo? Far toccare con mano la realtà della guerra.

I mezzi di soccorso nelle zone attive sono colpiti indiscriminatamente. L’equipaggiamento, quindi, deve essere adeguato. “Questa è l’attrezzatura con cui lavoriamo in questi contesti: elmetto, occhiali, giubbotto anti-proiettile, il rilevatore di droni (che sta diventando un apparecchio fondamentale di questi tempi) e il nostro kit di primo soccorso”, spiega Giacomo della Pietra, co-fondatore di JV Rescue, che poi mostra l’elmetto che indossava nel 2024, quando venne colpito da un drone: “Questo è il punto dove una scheggia ha colpito il mio elmetto ed è penetrata nella zona dell’orecchio, questo invece il buco dove la scheggia mi ha trapassato il collo. Questo è stato l’incidente che ho potuto vivere in prima persona, a contatto con questa guerra”.

Non ci sono esitazioni nella voce del paramedico ticinese. La prossima missione, finanziata grazie a donazioni, è già prevista per giugno. Gli obbiettivi sono sempre gli stessi: consegnare aiuti umanitari, insegnare manovre salvavita e fare visite mediche, soprattutto agli anziani, che non possono o non vogliono spostarsi dalle zone vicine al fronte. “Sento la vicinanza a questa popolazione come una parte di me. Poiché sono formato per affrontare questi contesti, mi sembra giusto mettermi a disposizione di queste persone”, spiega Giacomo della Pietra.

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