Ticino e Grigioni

Parco solare all’Alpe Pontino in Leventina, inoltrata un’opposizione

Secondo diverse associazioni ambientaliste e per la tutela del paesaggio il progetto sarebbe lacunoso per la zona, dall’alto valore naturalistico

  • Un'ora fa
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Scontro in quota per il "Pontino"

Il Quotidiano 04.02.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Italo Carrasco / M. Ang. 

L’Alpe Pontino, in Leventina, è il luogo dove dovrebbe sorgere un parco solare promosso dall’Azienda Multiservizi di Bellinzona (AMB) e dall’Azienda comunale di Airolo. Il condizionale è d’obbligo, perché diverse associazioni ambientaliste e per la tutela del paesaggio hanno inoltrato un’opposizione. Il progetto sarebbe lacunoso per la zona dall’alto valore naturalistico.

Cinque associazioni ambientaliste si oppongono a un progetto che permetterebbe di produrre energia pulita. Letta superficialmente, la notizia potrebbe apparire come un paradosso. Una contraddizione solo apparente, perché l’opposizione inoltrata da Pro Natura, Ficedula, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, la Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN) e il WWF riguarda quelle che ritengono essere delle lacune su quanto si intende fare per proteggere la natura nel progetto del parco solare all’Alpe Pontino.

“Non siamo contrari, ovviamente, all’energia pulita, all’energia solare. Siamo, in questo caso, in mancanza di informazioni sufficienti per capire se il progetto è autorizzabile o meno”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Veronica Panizza di Pro Natura Ticino.

L’Alpe Pontino è un comparto protetto a livello federale ed è considerata una zona dai valori naturali di alto pregio. Il cantiere (che prevede anche l’utilizzo di elicotteri) e il parco non garantirebbero - secondo le informazioni fornite dai promotori - le dovute garanzie di tutela. “Il progetto tocca parzialmente un paesaggio inventariato. Quindi in questi paesaggi protetti a livello federale non si può di principio intervenire, non si deve fare nulla e se lo si fa bisogna valutare tutti gli aspetti negativi che il progetto può avere sulla natura, sul paesaggio. In questo caso alcuni aspetti sono sollevati nella documentazione, non sono approfonditi nel senso che non si dice come si intende rimediare a questi effetti negativi e anche questo è un obbligo di legge. In particolare in quella zona ci sono animali in lista rossa, animali minacciati, piante molto rare quindi è un comparto che ha delle particolarità che vanno veramente tutelate con attenzione”, dice Panizza.

Un’opposizione, ricordano le associazioni, non vuol dire un “no” secco al progetto. “Esatto, un’opposizione cautelativa è l’unico modo che abbiamo per per intervenire, per chiedere un miglioramento del progetto, quindi degli approfondimenti che sono necessari per capire se un intervento del genere, in un comparto del genere, abbia senso, vada autorizzato o meno”, sottolinea Panizza.

Dal canto suo l’Azienda Multiservizi di Bellinzona fa sapere alla RSI che “prende atto dell’opposizione” e, prima di rilasciare dichiarazioni, ritiene “necessario conoscere nel dettaglio i documenti prodotti dalle associazioni”.

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