A più di un anno, correva il 15 maggio 2025, dalla chiusura della tratta, il Cantone ha scelto: il collegamento tra Corticiasca e Scareglia, in Valcolla, sarà ripristinato sul tracciato attuale. Le altre varianti sono state scartate perché troppo costose o difficili da realizzare.
“L’opzione scelta, quindi il ripristino del collegamento attuale con un nuovo ponte lungo, è la soluzione migliore dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e garantisce una prospettiva di 10-15 anni. Però lo sappiamo, la frana del Lavinone era, è e sarà in movimento. Quindi questa zona sarà monitorata costantemente”, ha spiegato, ai microfoni del Quotidiano, Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni.
Il progetto costerà circa 3,5 milioni di franchi. I primi lavori - quelli sui drenaggi profondi per far defluire l’acqua dal terreno e rallentare i movimenti del versante - partiranno lunedì prossimo e dureranno circa tre mesi. Il cantiere inizierà invece nella primavera 2027, con una riapertura della strada ipotizzata tra la primavera e l’estate del 2028.
Si continuerà comunque a fare i conti con un terreno ancora attivo. “Il movimento del versante, parliamo circa di settecentomila-un milione di metri cubi di materiale attivo, non è possibile fermarlo completamente. Le opere si muoveranno assieme al versante”, afferma Jean Frédéric Kauffmann, geologo della Sezione forestale, sottolineando come “è normale, e ce lo aspettiamo, di intervenire con dei lavori di manutenzione a intervalli regolari”.
Per questo sarà decisivo il monitoraggio robotizzato, che può essere intensificato in caso di piogge o accelerazioni del versante. “Registriamo quattro misurazioni al giorno che, in caso di necessità, possono essere aumentate. Questo ci dà una tempistica di reazione molto veloce. Non ci aspettiamo dei movimenti improvvisi, ma delle accelerazioni che ci consentono di reagire in tempo. Come in passato, chiudendo e mettendo delle barriere di protezione”.
Scareglia resta raggiungibile da Bogno e, sotto le 12 tonnellate, anche da Maglio di Colla. Pedoni e ciclisti possono invece continuare a passare sulla tratta chiusa ai veicoli.
Parlando di futuro invece, anche dopo i lavori, non si escludono altri investimenti, a dipendenza della situazione. “Non sono sicuramente da escludere per garantire anche in futuro il collegamento tra la Valcolla e la Capriasca”
Dunque il Lavinone continuerà a muoversi e il nuovo collegamento dovrà per forza muoversi con lui.
Il tratto di strada ormai irrecuperabile






