Il Gran Consiglio grigionese vuole di più. Più riconoscimento del proprio ruolo tramite un aumento delle diarie da 300 a 450 franchi. Ma anche più impegno da parte del Cantone nella lotta contro la criminalità organizzata dopo quanto emerso dall’inchiesta internazionale che ha portato in carcere i presunti mafiosi stabilitisi con regolare permesso di dimora a Roveredo.
Nel corso dell’ultima sessione della legislatura parlamentare, conclusasi mercoledì a Coira, sono state presentati due atti che hanno raccolto un ampio sostegno trasversale e che, pertanto, rischiano di diventare realtà a breve.
Diarie su del 50%
Il granconsigliere del PLR Michael Pfäffli, quale ultimo atto della sua militanza in Gran Consiglio, ha presentato una proposta di decreto diretto per adeguare i compensi dei parlamentari, sottoscritta da 35 colleghi in rappresentanza di tutti i partiti. Attualmente una seduta è indennizzata con 300 franchi al giorno. La proposta prevede di mantenere questo importo per riunioni fino a 4 ore, innalzandolo a 450 franchi se il dispendio temporale è maggiore. Secondo il deputato engadinese, un riconoscimento adeguato è la premessa per invogliare le persone a impegnarsi in politica.
Un aumento del 50% della diaria è di per sé destinato a far discutere a causa dell’ammontare dell’adeguamento e della tradizionale parsimonia retica. Ma ancor più dopo che, lo scorso autunno, il popolo grigionese, approvando l’iniziativa dell’UDC, ha eliminato i vitalizi degli ex consiglieri di Stato.
Lotta alla criminalità organizzata
La deputata di Coira Sandra Maissen (Centro), da parte sua, ha inoltrato una mozione Governo dal titolo “Lotta coerente contro la criminalità organizzata nei Grigioni”. I 38 firmatari di diversi partiti vogliono che il Governo prendere una serie di misure per far sì che il contrasto “si traduca in azioni concrete e verificabili e non si limiti solo a dichiarazioni di intenti e incontri”.
Fra le richieste c’è anche quella di sfruttare al massimo le possibilità giuridiche esistenti per ciò che riguarda la richiesta dell’estratto giudiziale per i cittadini di Stati terzi. Proprio questa settimana il consigliere di Stato Peter Peyer (PS) ha dichiarato alla RSI che il suo Dipartimento sta valutando se introdurre l’obbligo della presentazione del casellario giudiziale a livello regionale nel Moesano. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, le Camere hanno approvato le mozioni UDC per fare in modo che in futuro gli stranieri non possano ottenere un permesso di dimora se sono stati condannati in passato per reati gravi, anche all’estero.
La mozione prevede anche l’istituzione di una nuova procedura vincolante. Prima del rilascio o del rinnovo di un permesso di soggiorno i servizi dell’amministrazione dovrebbero verificare sistematicamente se in altri Cantoni vi siano procedure pendenti o concluse in materia di diritto degli stranieri, rifiuti di autorizzazione, procedure di revoca, oppure informazioni rilevanti sotto il profilo della sicurezza. Questi dati, rilevati dai sistemi informativi federali, devono essere documentati e integrati nel processo decisionale.
Un giro di vite anche per le società a rischio
I firmatari della mozione vogliono anche che venga introdotto un sistema di controllo per le società di domicilio e per le società che presentano un “elevato rischio di riciclaggio di denaro o di criminalità organizzata”. Un’azione che deve essere intrapresa in collaborazione con diversi uffici cantonali, la polizia cantonale grigionese, la procura pubblica, i Comuni, gli affittuari, i fiduciari e i notai. Oltre a scovare le società fittizie, andranno anche identificati i beneficiari economici e sanzionati gli abusi, “e questo in modo permanente”. Il Governo viene inoltre incaricato di valutare l’istituzione di un ufficio centrale per segnalare i casi sospetti di società fittizie.
La mozione che in gran parte riprende rivendicazioni che nel Moesano vengono portate avanti da anni verrà discussa dal Parlamento retico probabilmente nella sessione di ottobre.
Grigioni Sera del 18.06.2026

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Grigioni sera 18.06.2026, 19:00
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