Ticino e Grigioni

Lo spettro della depressione post-parto

Intervista alla levatrice Dana Calatti

  • 18.01.2013, 18:28
  • 05.06.2023, 20:41

La vicenda del bebè trovato in stato di ipotermia in un’auto a Lugano-Besso mette in evidenza una storia di disagio sociale: una donna, secondo prime informazioni, sola, confrontata con diverse problematiche. Si parla anche di depressione post-parto. Cosa significa? Vi sono segnali per accorgersi che qualcosa non va? Abbiamo posto alcune domane alla levatrice Dana Calatti, che ogni anno segue circa 100 neomamme nel Cantone.

Vi sono segnali per capire che qualcosa non va?

Per capire che la mamma sta affrontando in maniera difficoltosa la nascita del proprio figlio devono esserci segnali molto espliciti che vanno dall’incapacità dell’avere un contatto fisico con il piccolo o, al contrario, l’eccessiva possessività. L’eccessiva possessività può portare a un interessamento quasi morboso nel confronto del bebè. Di conseguenza scatta un sorta di disinteressamento a tutto quello c’è attorno, persone e faccende quotidiane.

I casi di depressione post-parto avvengono soprattutto con la nascita del primo figlio?

Sì, in generale sì. Sono soggette anche le neomamme che in passato hanno già avuto problemi di depressione.

Sono molti i casi di donne che soffrono di questa patologia?

Secondo i dati più recenti si è registrato un aumento negli ultimi anni. Questo incremento può essere ricondotto da una parte a una maggiore attenzione sulla tematica, dall’altra alla capacità delle donne di esprimersi di più, di non nascondersi. A ciò però bisogna aggiungere che la società contemporanea impone un cliché di donna: la neomamma dopo il parto deve apparire subito in forma, senza problemi, fisicamente bella...un obiettivo non sempre facile da raggiungere.

E’ determinante anche la struttura famigliare?

Certamente. Al giorno d’oggi le donne sono spesso sole a gestire i bambini. I mariti devono lavorare e non esiste quasi più il concetto di “famiglia di sostegno”: ossia zii, nonni e genitori che possono dare una mano.

Come levatrice, cosa deve fare in caso di sospetta depressione post-parto?

Intervenire non è semplice. Noi come levatrici possiamo consigliare alla donna di parlare con qualcuno. Evitiamo di citare la parola “psicologo”, siccome può fare paura e far sentire la neomamma ancora più inadeguata. Solitamente indirizziamo le neomamme dal pediatra o dal ginecologo e parliamo con il marito o il compagno .

Le è mai capitato di sentire un caso simile a quello di Besso, ossia di un bebè lasciato in auto?

No, non ho mai sentito di un caso del genere.

di Alessandra Spataro

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