Ticino e Grigioni

Lo stalking, ora reato anche in Svizzera: “Denunciate senza paura”

Il Ministero pubblico non può procedere d’ufficio - L’intervista al Quotidiano del procuratore generale Andrea Pagani

  • Un'ora fa
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Lo stalking ora è reato penale

Il Quotidiano 13.01.2026, 19:00

  • Ti Press
Di: Il Quotidiano - Sharon Bernardi / M. Ang. 

Da gennaio lo stalking (minacciare, pedinare o molestare insistentemente una persona, limitandone così il modo di vivere) è un reato anche in Svizzera. Un adeguamento del codice penale che ha richiesto anni di discussioni politiche. Il reato, però, non è perseguibile d’ufficio. Intervistato dal Quotidiano della RSI, il procuratore generale Andrea Pagani invita dunque le vittime a denunciare senza paura.

Il procuratore si era già impegnato una dozzina d’anni fa affinché questo reato finisse nel codice penale. E ci sono voluti 5 anni di discussioni parlamentari a Berna. “Probabilmente”, osserva Pagani, “la politica non riesce a capire le necessità della trincea. Non per malafede ma perché non vive nella trincea degli inquirenti, evidentemente. A un certo momento la voce, anche come conferenza dei ministeri pubblici, noi l’abbiamo fatta sentire ed ecco che la situazione si è sbloccata”.

Prima c’era il reato di coazione e una sentenza del Tribunale federale di 15 anni fa. Ora, dal primo gennaio, nel Codice penale, c’è anche un articolo specifico: il 181 B, che punisce con una pena sino a tre anni gli atti persecutori. E la vittima sarà anche più tutelata. “Non occorrerà scandagliare fino in fondo la vita privata della vittima, la quale non dovrà quindi più subire interrogatori che francamente talvolta sono difficili, perché bisogna scavare nella quotidianità e nell’intimità di una persona. Questo reato”, spiega il procuratore generale “è stato creato in questo modo, con questa costruzione giuridica, affinché la vittima sia più sollevata durante il percorso istruttorio”.

È troppo presto per dire se ci saranno più processi. Quello che è certo è che il Ministero pubblico non può procedere d’ufficio: è la vittima a dover denunciare. “Il mio invito alle vittime è quello di farsi avanti, di non avere paura a denunciare, a querelare una situazione che non deve essere presa troppo tempo dopo l’inizio dei primi atti persecutori. E, una volta percepito l’inizio di questi atti, il mio invito”, continua Pagani, “è di cominciare a prendere subito nota, di tenere un diario, per poter poi snocciolare durante un interrogatorio che cosa succede e che cosa sta succedendo”.

Reati simili non hanno avuto la strada spianata. Lo stupro rimase fino al 1992 relegato fuori dalle mura domestiche. E lo stalking arriva quando la persecuzione non è più solo pedinamenti e telefonate insistenti, ma corre anche sui social. “In questo articolo c’è il concetto di molestare una persona. E attraverso un social media una persona viene, o potenzialmente può essere molestata: motivo per cui è concepito anche per questo genere di fatti”.

E le statistiche dicono che sia successo almeno una volta nella vita a una donna su quattro e a un uomo su dieci.

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