Dal 1° gennaio, lo stalking è ufficialmente riconosciuto come reato penale. Fino ad ora, gli atti persecutori venivano perseguiti attraverso altre fattispecie di reato, come minacce o lesioni personali. La nuova normativa prevede pene pecuniarie e fino a tre anni di reclusione per i responsabili, a condizione che la vittima sporga denuncia.
Lo stalking si manifesta attraverso una serie di comportamenti, tra cui messaggi e telefonate insistenti, pedinamenti e regali indesiderati. L’intensità e la ripetizione di tali atti possono diventare minacciose per le vittime, limitando la loro libertà e condizionando le abitudini di vita. Sebbene spesso associato a donne, in particolare ex partner, lo stalking colpisce anche i giovani, come evidenziato dai casi di suicidio legati al cyberbullismo.
Fabian Ilg, direttore del Servizio intercantonale prevenzione svizzera della criminalità (PSC), comprende bene la difficoltà per chi subisce questo genere di atti di denunciare. “Naturalmente l’ostacolo è sempre dalla parte della vittima, che deve presentare una denuncia penale, dato che lo stalking non verrà perseguito d’ufficio”, ha spiegato Ilg a SEIDISERA. “È probabile che ciò possa rappresentare una soglia di inibizione, dato che la vittima si espone facendo denuncia.” Tuttavia, Ilg ha anche espresso l’opinione che “proprio perché la situazione giuridica è più chiara, questo potrebbe essere un incentivo a sporgere denuncia proprio perché c’è un articolo esplicito”. Per le vittime, Ilg raccomanda di stabilire limiti chiari e rapidi nei confronti dello stalker e di interrompere ogni forma di contatto, inclusi i social media. È fondamentale raccogliere prove documentando ogni episodio e, soprattutto, presentare al più presto una denuncia penale alla polizia cantonale per consentire un intervento tempestivo e prevenire un aggravamento della situazione.
Quando la vittima è un uomo: una persecuzione lunga 30 anni
Si citavano i possibili limiti della legge, evenienza che esiste e che emerge nel racconto di una vittima di stalking che, per vari motivi, è una testimonianza particolare e significativa. Dapprima la vittima è un uomo e non una donna, come invece capita il più delle volte, poi perché si occupa, per professione, di persone in difficoltà o di vittime di abusi e violenze. Lui si chiama Daniele Jörg, è avvocato e presidente dell’associazione consultorio “Casa delle donne”. Il suo caso, uno dei più gravi a livello svizzero, ha avuto inizio più di 30 anni fa e permette di capire quanto sia difficile risolvere questo tipo di situazioni, anche con il nuovo articolo del Codice penale.
Gli atti persecutori sono arrivati da parte di una donna, inizialmente sua cliente, incontrata per problemi di diritto di famiglia. Dopo un paio di mesi, l’uomo si rende conto che la donna aveva dei problemi e inizia a sentirsi controllato. Decide quindi di revocare il mandato. Da quel momento, la donna inizia a perseguitarlo con telefonate ossessive e lettere, tali da riempirci una decina di sacchi di spazzatura da 30 litri con la sua corrispondenza. Le telefonate erano così frequenti da impedirgli di dormire e i messaggi vocali lasciati in segreteria diventavano sempre più espliciti, verso una sorta di ossessione erotico-sessuale. L’uomo si rende conto che la donna è malata e, dopo un paio d’anni, parte la denuncia per minacce e coazione. La donna viene così arrestata per tre giorni a causa della gravità del caso. Si è quindi arrivati a una procedura di conciliazione dove - in cambio del ritiro della denuncia - la signora avrebbe smesso di infastidire l’avvocato. Non solo, il professionista chiede e ottiene un numero di telefono segreto, anche perché non esistevano telefoni cellulari, visto che il suo caso era considerato uno dei peggiori in Svizzera.
Nonostante ciò, la donna continua a inviare e-mail quotidianamente. L’uomo sottolinea che lo stalking dura da trent’anni e che, a suo parere, la donna è affetta da problemi psichiatrici. Dubita che una “punizione” possa fermarla, ma spera che nuovi strumenti legislativi possano aiutare a gestire situazioni simili.








