Le nuove norme sulla libera scelta degli ospedali ha portato a un aggravio per le casse cantonali ticinesi. I costi sono raddoppiati dal 2011 e si situano attorno a 25 milioni di franchi all’anno (erano 13 milioni nel 2010).
Un malato che non desidera essere operato in Ticino oppure necessita di strutture inesistenti nel cantone, da tre anni può andare nella Svizzera tedesca o in quella romanda. Lo Stato deve coprire il 55% delle fatture per queste ospedalizzazioni.
In realtà le cifre non mostrano una grande differenza rispetto agli anni precedenti: all’incirca sono da tempo sempre circa tremila i pazienti a varcare le Alpi. Nella metà dei casi, gli interventi chirurgici (predomina l’ortopedia) potrebbero essere compiuti anche in Ticino. Il resto dei casi riguarda operazioni non possibili nel cantone o urgenze che per decisione dei medici sono indirizzate altrove.
Red.MM/CSI
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