L’imprenditore Marzio Maurino ha convocato la stampa mercoledi nei suoi uffici di Biasca-Iragna per ribadire che il licenziamento di tre propri dipendenti, annunciato l’11 luglio, non è in relazione allo sciopero del 16 giugno nelle cave ticinesi.
Secondo il titolare della ditta, la maggiore in Svizzera per il granito, la decisione di rescissione del rapporto di lavoro era già stata presa 10 mesi fa in considerazione dell’aumento degli oneri per adeguarsi alle norme contrattuali. Nessun nesso vi è nemmeno in relazione ai danni subiti nottetempo nella cava ad opera di ignoti per i quali il titolare ha promesso un compenso se verranno individuati.
Di altro avviso i sindacati: OCST e UNIA contestano le affermazioni di Maurino e ritengono abusivi i licenziamenti.
Red.MM/CSI




