I costi complessivi sono sotto controllo, ma la delegazione parlamentare di sorveglianza delle nuove trasversali ferroviarie alpine chiede una revisione del calendario per la messa in funzione del tunnel del Monte Ceneri: l'obiettivo prefissato di un'apertura nel 2019, alla luce dello stato dei lavori, pare "ottimista".
Fino a tre anni di ritardo
Se tutti i rischi si concretizzassero, la scadenza potrebbe essere posticipata anche di tre anni, si legge in un rapporto pubblicato oggi. Gli attuali ritardi possono essere recuperati sul versante meridionale, ma all'attacco intermedio di Sigirino hanno ormai raggiunto i sette mesi.
Le difficoltà geologiche e logistiche non devono essere sottovalutate, scrive la delegazione nel suo rapporto, chiedendo all'Ufficio federale dei trasporti di aggiornare la sua pianificazione.
Anche Germania e Italia devono fare la loro parte
Oltre agli scavi in Ticino, anche le naturali continuazioni di AlpTransit a nord e a sud inquietano i deputati: non ci sono tempi certi né per l'allargamento a quattro binari della linea Basilea-Karlsruhe né per il percorso su territorio italiano. "Va fatto tutto il possibile", si legge, perché la nuova opera elvetica "possa essere sfruttata al massimo delle sue capacità entro il 2025".
Roma, si constata però, "ha grosse difficoltà nel finanziare le infrastrutture previste". Anche l'adeguamento della linea del San Gottardo per consentire il passaggio di convogli dal profilo di quattro metri, importante per il trasporto intermodale, non avrebbe senso senza interventi analoghi dopo Chiasso e Luino.







