Il popolo si pronuncerà sulla liberalizzazione degli orari dei negozi nelle stazioni di servizio. A Berna gli oppositori hanno infatti consegnato il referendum con 67'082 firme delle oltre 85'000 raccolte.
I sindacati e i partiti della sinistra, promotori con altre organizzazioni, fra cui alcune religiose, vogliono mantenere la situazione attuale che vieta ai clienti di acquistare, tra la 01.00 e le 05.00 e la domenica, la maggior parte dei prodotti in vendita. Questo benché il personale sia comunque presente per il rifornimento di carburante e la caffetteria.
I fautori della liberalizzazione, che interesserebbe solo le autostrade e le vie principali, non invece le strade d'accesso ai centri urbani, ritengono che tale limitazione penalizzi inutilmente i viaggiatori notturni.
"Un segnale chiaro"
"Dobbiamo bloccare questa tendenza", ha esclamato il consigliere nazionale Jacques-André Maire (PS/NE). Il comitato di referendum conta su un successo in votazione popolare, affinché venga "lanciato un segnale chiaro". Un indizio positivo è di essere riusciti a raccogliere 86'499 firme in meno di tre mesi. Gli oppositori alla liberalizzazione hanno così potuto rinunciare a verificare buona parte delle sottoscrizioni, nell'intento di ridurre gli oneri amministrativi.
Spalancando le porte alla giornata lavorativa di 24 ore, si aumenta ulteriormente lo stress. Le prime vittime sarebbero le donne. Ebbene, la popolazione non vuol saperne di questo peggioramento delle condizioni di lavoro, che nuoce alla salute, ha sottolineato Vania Alleva, copresidente di UNIA. La sera, la notte e la domenica vanno riservate al riposo e alla famiglia, ha aggiunto Maire.
In parlamento, il vento della liberalizzazione non si placa. Le Camere hanno accettato due mozioni che invitano il Consiglio federale a lanciare nuove riforme. Il primo atto parlamentare, di Filippo Lombardi (PPD/TI), che dovrà ancora formalmente ritornare agli Stati, mira a un'armonizzazione degli orari d'apertura dalle 06.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì e dalle 06.00 alle 19.00 il sabato. La mozione depositata da Fabio Abate (PLR/TI) vuole invece alleviare le condizioni di lavoro domenicale, adottando nozioni che facciano riferimento a condizioni turistiche e stagionali. Questo in particolar modo per preservare il Foxtown di Mendrisio. Dato che queste modifiche sono a livello d'ordinanza, non sarà possibile opporvisi con il referendum.
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Il servizio di Camilla Mainardi
RSI Info 03.04.2013, 13:42





