Non hanno fatto breccia, a Berna, le tre iniziative cantonali ticinesi in materia di mercato del lavoro e frontalieri. La Commissione economia e tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha in particolare respinto l'idea di attribuire al Ticino uno statuto speciale regionale, al fine di mitigare le ripercussioni della libera circolazione.
Bocciate in sede commissionale altre due iniziative ticinesi. Su quella volta a chiedere l'abrogazione dell'accordo sui frontalieri fra Svizzera e Italia del 1974 - e la sua rinegoziazione - la CET-S ritiene che Berna e Roma abbiano già fatto progressi in materia, raggiungendo un'intesa su una modifica della convenzione per evitare la doppia imposizione.
"No", quindi, anche al testo che chiede il trasferimento ai cantoni della competenza per la fissazione dei contingenti e dei tetti massimi concernenti i frontalieri. Secondo l'organismo della Camera dei cantoni, tale richiesta va affrontata nell'ambito del dibattito sull'attuazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa", approvata il 9 febbraio 2014.
ATS/ARi







