Ufficialmente lanciato, nei Grigioni, il referendum contro la nuova perequazione finanziaria cantonale. A promuoverlo è un comitato composto da esponenti di vari partiti e del settore turistico e artigianale dell'Alta Engadina.
Il via libera alla riforma della perequazione era stato dato dal Gran Consiglio grigionese, lo scorso 5 dicembre, con 97 voti favorevoli, 4 contrari e due astensioni. Ma già in occasione di quella sessione vari parlamentari dell'Alta Engadina avevano evocato il ricorso alle urne, contro una legge definita inaccettabile per via dei maggiori aggravi (pari a 700'000 franchi) a carico della loro regione.
La riforma "non favorisce la solidarietà all'interno del cantone", ha dichiarato la rappresentante del comitato Claudia Troncana - sindaca della località di Silvaplana - sostenendo che a beneficiarne sarebbe la regione, già ricca, dei Grigioni settentrionali, a scapito delle zone periferiche del cantone.
Da parte sua il Governo cantonale sottolinea che, grazie alla riforma, i comuni grigionesi saranno sgravati complessivamente di quasi 22 milioni di franchi l'anno. Fra i maggiori beneficiari figurano la maggior parte dei comuni delle quattro vallate italofone: Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo. Secondo l'Esecutivo, la nuova perequazione considera in modo equo le grandi differenze nelle entrate e negli oneri dei comuni.
Red.MM/CSI/ARi
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CSI 12.05 - La corrispondenza da Coira di Roberto Scolla
RSI Info 08.01.2014, 13:27





