Con 55 voti contro 22, il parlamento ticinese ha respinto l’idea di un salario minimo di 4'000 franchi lordi nei contratti normali di lavoro.
Si tratta di quei contratti imposti dal Cantone nei settori economici - oggi sono 7 - dove è stata riscontrata una situazione conclamata di dumping. La proposta era contenuta in una mozione del deputato del movimento per il socialismo Matteo Pronzini, il quale ha ottenuto il sostegno di socialisti e verdi. Contrarie tutte le altre forze politiche, che hanno messo l’accento sugli effetti a loro avviso perversi della proposta.
Tra questi, la diffusione del lavoro nero, l’aumento della disoccupazione, l’insostenibilità economica per talune aziende.
CSI/redMM
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Il servizio di Sharon Bernardi
RSI Info 17.12.2013, 19:37








