La petizione promossa dal sindacato Unia contro l'estensione degli orari dei negozi, sottoscritta da 2'821 lavoratori della vendita, è stata depositata lunedì mattina alla Cancelleria cantonale a Bellinzona.
In particolare la proposta chiede al Governo di ritirare il progetto, attualmente all'esame della Gestione.
In proposito l'organizzazione sottolinea che è in corso un'offensiva a livello federale per la deregolamentazione del settore (iniziative Luescher, Abate e Lombardi) nonostante le condizioni del personale si siano deteriorate nel corso degli ultimi 15 anni. Le considerazioni del cosegretario di Unia Erico Borelli nell'audio che segue.
Gallery audio - Orari negozi, petizione al Governo
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Enrico Borelli, co-segretario di Unia
RSI Info 02.09.2013, 18:55
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Le proposte
Sono diverse le proposte sul tappeto in tema di orari dei negozi. Il messaggio licenziato nel marzo del 2011 dal Consiglio di Stato ticinese propone di estendere alle 19, dal lunedì al venerdì (ad eccezione del giovedì) e alle 18 il sabato le aperture nella vendita. Sulla questione la speciale sottocommissione della Gestione sta da tempo cercando un compromesso che pare di difficile soluzione. A livello federale vi sono poi diverse proposte parlamentari, tra cui quella di Filippo Lombardi che chiede di prolungare alle 20 l’attività commerciale, quella di Fabio Abate che intende ridefinire le zone turistiche per le aperture domenicali e quella dei Verdi liberali che sostiene la deregolamentazione degli orari in tutti i negozi con una superficie di vendita inferiore ai 120 metri quadrati. Da ultimo c’è poi l’iniziativa Lüscher, in votazione federale il prossimo 22 settembre, che consente ai negozi annessi ai distributori di carburante sulle principali strade di restare aperti 24 ore su 24, domeniche comprese.





