Ticino e Grigioni

Pazienti violenti, i casi in aumento e le contromisure

Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica: cambiata la prassi nella denuncia per violenze o minacce contro i funzionari, sono comportamenti non tollerati, a prescindere dalla malattia

  • 20 giugno, 05:47
  • 20 giugno, 14:46

L'intervista al direttore della Divisione della salute pubblica sulla violenza nel sanitario

SEIDISERA 19.06.2024, 18:36

  • TiPress
Di: SEIDISERA/RSI Info

Ieri (mercoledì) è stato approvato il credito a favore di un adeguamento strutturale di un edificio dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) a Mendrisio, di cui la Clinica sociopsichiatrica cantonale (CPC) è parte integrante. Di questa si è parlato non poco la settimana scorsa e questo perché si è svolto il processo a carico di un uomo di 59 anni che, l’estate scorsa, aveva aggredito violentemente un’infermiera. L’uomo dovrà ora seguire una terapia stazionaria. Il giudice che ha presieduto il processo, Mauro Ermani, ha parlato anche di “disfunzioni del settore sanitario” e invierà la sentenza per una riflessione all’“autorità sanitaria competente”, che è la Divisione della salute pubblica (DSP). La RSI ha intervistato sul tema Paolo Bianchi, direttore della Divisione.

Che effetto le ha fatto sentir parlare di questo caso?

“L’effetto innanzitutto è di profonda solidarietà e vicinanza alla vittima. È un caso che evidentemente era subito stato segnalato al Dipartimento. Abbiamo preso atto di quanto riferito dalle cronache e accogliamo con favore la decisione del presidente della Corte di inviare la sentenza all’autorità sanitaria, perché questo aiuterà a valutare l’accaduto, dando la possibilità di esprimersi al riguardo anche all’OSC e alla clinica psichiatrica, che non erano coinvolti nel procedimento penale.”

Questa aggressione è successa la scorsa estate. Non è stata la prima né l’ultima, anche se, lo abbiamo detto, particolarmente violenta. C’è stato un incremento delle segnalazioni: l’anno scorso gli incidenti annunciati sono stati 332, quasi il triplo del 2022. Nel frattempo, però, alla CPC sono state prese diverse misure. Può farci qualche esempio di quelle che lei ritiene più significative?

“È bene intanto sottolineare che gli episodi di violenza e aggressione verso il personale o anche verso altri pazienti sono aumentati, certo dal profilo oggettivo, ma è anche cresciuta in seno all’OSC la sensibilità a segnalare questi eventi. Per molti operatori l’aggressività e la sua gestione sono considerati degli elementi direi intrinsechi del proprio lavoro e quindi vi è una certa tolleranza verso questi episodi riconducibili a disturbi della personalità o all’uso di sostanze. Le misure attuate possono essere di vario tipo. Da anni è stata istituita un’équipe mobile, ovvero un gruppo di infermieri specializzati che interviene in situazioni di particolare tensione. È inoltre prevista prossimamente una riorganizzazione dei reparti, per offrire un contesto più protetto ai pazienti con diagnosi di dipendenza. È altresì stata intensificata la collaborazione e la presenza di personale di sicurezza, tanto con la polizia cantonale quanto con operatori di agenzie di sicurezza privata. Inoltre verrà introdotto un sistema di videosorveglianza nel parco di Casvegno e verranno forniti a collaboratori nuovi sistemi d’allarme sulla persona. Infine è cambiata la prassi nella denuncia per violenze o minacce contro funzionari, in modo da dare un segnale a questi pazienti violenti che determinati comportamenti non vengono tollerati, a prescindere dalla malattia.”

Lei ritiene sufficienti queste misure?

“Sono provvedimenti significativi ed è importante far notare che queste misure sono state sviluppate e condivise con il personale. L’episodio sfociato nel processo di settimana scorsa ha in effetti accresciuto la consapevolezza a tutti i livelli, dell’esigenza di rivalutare il delicato equilibrio tra libertà e autodeterminazione del paziente da un lato, e condizioni gestionali e strutturali, che possano rafforzare la sicurezza del personale curante, dall’altro lato.”
                

Tentò di uccidere un'infermiera

Il Quotidiano 12.06.2024, 19:00

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