Il cantone dei Grigioni si prepara ad affrontare l'impennata di richiedenti l'asilo che in molti ormai si aspettano entro poche settimane. Condividendo l'opinione di altri omologhi, come Norman Gobbi, il consigliere di Stato Christian Rathgeb ha incaricato i suoi collaboratori di elaborare un piano di emergenza.
Nel settembre 2015, l'entrata principale dei migranti in Svizzera si è spostata da Chiasso a Buchs, alla frontiera con l'Austria. Ma le cose potrebbero presto cambiare. Se Vienna chiudesse le frontiere, la pressione ripiomberebbe a sud delle Alpi. Ne è convinto, per esempio, il presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia Hans-Jürg Käser che, in un'intervista televisiva, ha parlato di un possibile stato di emergenza, già a partire dalla primavera.
"Käser è stato chiaro. E io lo sostengo. Anche nei Grigioni potrebbe esserci un massiccio afflusso di migranti" sottolinea Christian Rathgeb. Secondo il consigliere di Stato retico, per far fronte all’evenienza, nei Grigioni "sarebbero necessari altri 2-3 centri d'accoglienza. Se ci fossero centinaia di arrivi in pochi giorni, entrerebbe poi in funzione il piano d'emergenza, con l'apertura di rifugi sotterranei della Protezione civile".
Lo scorso anno i Grigioni hanno accolto complessivamente 1'100 migranti. Più della metà potrà restare. "Bisognerà integrarli, cercare loro un posto di lavoro e un'abitazione. Un ulteriore aumento ci impegnerebbe davvero tanto", rileva il consigliere di Stato ormai certo che la prossima sarà una primavera calda, molto calda.
Diem/Quot
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