È il luglio del 2024. La polizia cantonale viene chiamata per sedare dei disordini a Chiasso. Sul posto si reca una pattuglia. A intervento ormai concluso, uno degli agenti si ferma per svolgere gli approfondimenti di rito nei pressi del centro federale di Pasture. Lì la situazione degenera. Nasce un alterco tra lui e un richiedente l’asilo africano, in sedia a rotelle. Il poliziotto – un ex pugile professionista – alza le mani, colpendo l’uomo a due riprese. Poi, rientrato in ufficio mente al collega incaricato di redigere il resoconto di quanto accaduto.
Dalle sue dichiarazioni affiorano però delle incongruenze, che inducono la stessa polcantonale a segnalarlo al ministero pubblico. Partono l’inchiesta penale e, parallelamente, un procedimento disciplinare. L’agente, attivo nel reparto di gendarmeria del Mendrisiotto, viene subito tolto dal terreno e spostato in altra sede, con mansioni differenti. Sulle prime prova a negare, ma a incastrarlo ci sono anche i riscontri tecnici.
Di qui la condanna, di cui si è avuto notizia soltanto giovedì. Già nelle settimane successive (il 26 agosto 2024) il procuratore generale Andrea Pagani ha emesso un decreto d’accusa per abuso di autorità, denuncia mendace e falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari. Il poliziotto non si è opposto. La decisione, con la quale Pagani proponeva una pena pecuniaria sospesa e il pagamento di una multa, è quindi diventata definitiva.
SEIDISERA dell’8.1.2026
Poliziotto picchia disabile
SEIDISERA 08.01.2026, 18:00
Contenuto audio






