Ticino e Grigioni

"Prima i nostri!"

Preferenza indigena e complementarità fra lavoratori svizzeri e stranieri, al centro dell'iniziativa popolare

  • 29.08.2016, 01:20
  • 15.09.2023, 09:44
Colonne di frontalieri in coda, prima della dogana di Chiasso strada

Colonne di frontalieri in coda, prima della dogana di Chiasso strada

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“Prima i nostri!” è un’iniziativa popolare che si colloca nel solco dell’intenso dibattito sorto sugli effetti della libera circolazione nel mercato del lavoro. Essa si prefigge di fissare nella Costituzione ticinese i principi legati all’iniziativa UDC che venne approvata, in votazione federale, il 9 febbraio del 2014. Gli elettori ticinesi, il prossimo 25 settembre, saranno chiamati a pronunciarsi su questo testo, come pure su un controprogetto adottato dal Gran Consiglio. I cittadini potranno quindi esprimersi anche sul testo destinato a entrare in vigore, nel caso in cui entrambi gli oggetti vengano approvati.

L’iniziativa chiede una modifica costituzionale in funzione della “preferenza indigena” e della “complementarità professionale” fra lavoratori svizzeri ed esteri. Al cantone si chiede quindi di provvedere affinché nessun cittadino subisca il licenziamento per via di sostituzioni discriminatorie fra manodopera indigena ed estera. L’impegno del cantone è richiesto anche per far sì che nessun cittadino si trovi costretto ad accettare sensibili diminuzioni salariali, sull’onda di un afflusso indiscriminato di manodopera estera.

La consegna formale dell'iniziativa a Bellinzona, nell'aprile del 2014

La consegna formale dell'iniziativa a Bellinzona, nell'aprile del 2014

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In caso di accettazione, il Governo cantonale sarebbe infine incaricato di applicare in materia gli accordi internazionali
all’insegna della reciprocità. Ciò significa che, qualora uno Stato estero dovesse limitare - con regolamenti interni o attuazioni disincentivanti - l’esecuzione dei trattati conclusi con la Confederazione, il Ticino applicherebbe al suo interno
gli stessi standard minimi.

Pur avendo dichiarato ricevibile l’iniziativa, il Parlamento cantonale la qualifica come una proposta di scarsa portata pratica, visti i margini delle competenze cantonali e i limiti imposti dal diritto nazionale e da quello internazionale superiore. Il Legislativo, nel giugno scorso, ha così deciso di promuovere un controprogetto che si propone di rendere effettivamente concretizzabili gli obiettivi dell’iniziativa. Esso prevede che il cantone, in applicazione dei diritti stabiliti dagli accordi internazionali, agevoli l’accesso delle aziende ticinesi ai mercati oltre confine.

Il controprogetto impegna quindi il cantone ad adoperarsi per la ricerca di una soluzione volta a rispettare il principio di preferenza per i residenti, a tener conto delle specificità regionali nel mercato del lavoro e a contribuire alla lotta contro la pressione al ribasso dei salari attraverso un potenziamento delle misure accompagnatorie.

La posizione degli iniziativisti

Gli iniziativisti sottolineano la pressione crescente sul mercato del lavoro in Ticino e l’esigenza di tutelare i diritti di chi abita sul territorio cantonale. I sostenitori dell’iniziativa elencano quindi tutta una serie di benefici che la sua adozione determinerebbe: dal maggior impiego per i ticinesi, all’incremento delle entrate fiscali da esso derivanti; da una rilevante riduzione dei costi sociali, fino alla valorizzazione di imprese e artigiani che operano in maniera socialmente responsabile.

Quanto al controprogetto opposto dal Gran Consiglio cantonale, è parere del comitato d’iniziativa che esso contenga unicamente proclami vuoti, ma nessun vincolo concreto a carico delle autorità cantonali.

Gli argomenti del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio

Governo e Parlamento raccomandano all’elettorato di respingere l’iniziativa, definita poco incisiva e affetta anche da alcuni vizi di forma. Il testo, si sostiene, non tiene conto degli sviluppi in corso sul piano federale per l’applicazione dell’iniziativa del 9 febbraio sull’immigrazione di massa. E in questo senso proprio il Ticino, sottolineano Esecutivo e Legislativo, si è di recente attivato con la proposta di una clausola di salvaguardia con approccio ascendente, che ha incassato l’interesse dei cantoni.

"No" all'iniziativa, "sì" al controprogetto: la raccomandazione agli elettori di Parlamento e Governo

"No" all'iniziativa, "sì" al controprogetto: la raccomandazione agli elettori di Parlamento e Governo

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Il controprogetto viene quindi qualificato come uno strumento maggiormente efficace e tale anche da rafforzare l’impegno del cantone dopo il lavoro finora intrapreso per la promozione del modello “bottom-up”.

ARi


38:31
Operai al lavoro

Tutti contro il dumping salariale

Modem 31.08.2016, 08:20

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